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7:30 pm, 14 Settembre 22 calendario

Su Rai2 la rivolta nel carcere di Porto Azzurro

Di: Redazione Metronews
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TV Venerdì in prima serata su Rai2 andrà in onda Porto Azzurro, un carcere sotto sequestro, il primo documentario sulla rivolta del 1987 nell’Istituto penitenziario dell’Isola d’Elba.

La tentata evasione dal carcere di Porto Azzurro

Un tentativo di evasione, un gruppo di detenuti che sequestra 33 ostaggi, una trattativa durata sette giorni: sono i fatti da cui parte Porto Azzurro, un carcere sotto sequestro, il documentario prodotto da Stand by me per Rai Documentari. Il docu-film inaugura L’Italia criminale: quando la cronaca fa la storia, la prima collana di Rai Documentari su sette recenti episodi criminali della storia italiana che hanno suscitato grande clamore nell’opinione pubblica, in onda ogni venerdì fino al 28 ottobre in prima serata su Rai2 (https://www.raiplay.it/dirette/rai2).
Curato da Lorenzo de Alexandris e diretto da Jovica Nonkovic, scritto da Alessandro Giordano ed Emanuele Mercurio, il documentario Porto Azzurro, un carcere sotto sequestro ripercorre una vicenda che ha tenuto col fiato sospeso l’intero Paese, attraverso preziosi filmati, immagini di repertorio e interviste esclusive ai sequestrati e al capo del commando, il terrorista nero Mario Tuti.

La rivolta del 1987 scoppiata nel carcere di Porto Azzurro

Nel 1987 il carcere di Porto Azzurro, all’Isola d’Elba, provincia di Livorno, veniva considerato un vero e proprio modello: i detenuti erano coinvolti in svariate attività, ricreative e lavorative, volte alla riabilitazione e al loro reinserimento nella società. Il clima all’interno dell’istituto era sereno e il rapporto tra detenuti e guardie carcerarie disteso e collaborativo.
Tutto questo dura fino alla mattina del 25 agosto 1987, quando un gruppo di sei detenuti, capeggiati da Mario Tuti, irrompe pistole alla mano, all’interno della portineria del carcere e prende in ostaggio il direttore e gli agenti presenti, con l’intenzione di impossessarsi della macchina blindata del direttore, dirigersi verso il porto e tentare la fuga.

Il fallimento dell’evasione e il sequestro di 33 persone

Il fallimento dell’evasione, grazie a un agente che riesce a far scattare l’allarme, si trasforma nel sequestro di 33 persone – 5 civili, 17 guardie carcerarie e 11 detenuti – e dà il via a un braccio di ferro tra i sequestratori e lo Stato che durerà sette giorni e che nel documentario viene raccontato dalla voce di chi ha vissuto in prima persona un fatto destinato ad entrare nella memoria collettiva del Paese: il direttore del carcere Cosimo Giordano, le guardie carcerarie Luciano Baffoni e Luciano Buono e l’assistente sociale Rossella Giazzi, unica donna tra i 33 ostaggi, il magistrato di sorveglianza a Livorno Antonietta Fiorillo, che gestì la trattativa dall’esterno del carcere insieme a un pool di colleghi, e Mario Tuti, il capo del commando, che era detenuto a Porto Azzurro per l’omicidio di due agenti di polizia e quello di un detenuto avvenuto nel carcere di Novara (nel 1986 Mario Tuti era stato condannato in appello per la strage dell’Italicus, sentenza poi annullata dalla Corte di Cassazione nell’87 e poi definitivamente nel’92)

I testimoni raccontano i fatti

La tensione vissuta in quei giorni all’esterno del carcere viene ripercorsa attraverso le voci di altri dipendenti dell’istituto, esperti e giornalisti, tra cui l’attuale direttore del Tirreno Stefano Tamburini, allora giovane cronista, e lo storico giornalista del Tg1 Paolo Di Giannantonio.
14 Settembre 2022
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