Milano
5:02 pm, 13 Settembre 22 calendario
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Settimana corta a scuola: scattano polemiche e ricorsi

Di: Redazione Metronews
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A due giorni dall’inizio della scuola, si infiamma il dibattito sull’eventuale settimana corta negli istituti per combattere il caro-bolletta. A rilanciare la proposta di chiusura delle scuole il sabato, ricorrendo alla famigerata Dad per risparmiare energia, era stato il presidente della Lombardia, Attilio Fontana. Una proposta che ha fatto subito discutere. «Noi siamo pronti a modificare l’assetto generale per passare ai 5 giorni di lezione. Posso essere favorevole se serve, ma non sono favorevole a soluzioni che prevedono la Dad, questo è categorico. Farò di tutto per non ricorrere alla Dad», ha tuonato oggi il preside del liceo classico Parini di Milano, Massimo Nunzio Barrella.

Per il preside dello storico liceo milanese, la Dad è da escludere categoricamente. «Ha fatto troppi danni – ha aggiunto – siamo coscienti che ci sia possibilità della settimana corta e in quel caso rivedremo l’assetto organizzativo. Dovremo modificare gli orari del personale a cominciare dalla segreteria e dai collaboratori scolastici, che si fermeranno di più nei 5 giorni a scuola per garantire l’orario, cosa che si fa già in tante scuole. Anzi, la gran parte degli istituti è ormai impostata su 5 giorni, soprattutto nei comprensivi». Insomma per Barella la settimana corta «è ancora accettabile, mentre non sarebbe accettabile la soluzione che ho letto sui giornali che prevederebbe due giorni di chiusura usando anche la Dad».

Ma Bergamo la settimana corta è già realtà in una scuola

Intanto però all’Itc “Vittorio Emanuele II” di Bergamo la settimana corta è già una realtà. Ma contro la decisione del preside l’associazione Codacons ha già promesso battaglia, annunciando un ricorso al Tar. Il Codacons, infatti, si è detto contrario a qualsiasi riduzione delle ore di insegnamento come misura per fronteggiare il caro-bollette. «La riduzione dell’orario scolastico, se da un lato non apporta alcun contributo sul fronte dell’emergenza energia, dall’altro provoca un duplice danno, creando disagi alle famiglie e comprimendo il diritto all’istruzione riconosciuto dalla Costituzione», ha dichiarato l’associazione, che ha invitato i genitori degli studenti che frequentano l’istituto, ad impugnare la decisione proponendo attraverso il Codacons ricorso collettivo al Tar della Lombardia.

13 Settembre 2022
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