Torino
4:23 pm, 13 Settembre 22 calendario
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Allarme Caritas: in 6 mesi cresciute del 42% le richieste d’aiuto

Di: Redazione Metronews
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Cresce la povertà a Torino e provincia, a lanciare l’allarme è la Caritas. Nei primi sei mesi dell’anno, sono aumentate del 42,3 le persone che si sono rivolte alla rete della Caritas diocesana rispetto al dato di tutto il 2021. Nel 51% dei casi, si tratta di anziani, seguiti da “working poor”, lavoratori autonomi e poveri “storici” che hanno visto peggiorare la loro condizione. A fotografare la situazione è stato oggi il direttore della Caritas torinese, Pierluigi Dovis, in occasione del convegno “Identità territoriale e rigenerazione urbana”, organizzato per fare il punto sull’attività di due realtà del territorio, Casa La Salette, con una settantina di ospiti stranieri con una di cogestione tra abitanti e soggetti sociali, e Ma.Ri. House, co-housing che ospita circa 60 persone tra famiglie in grave stress abitativo, city-users e studenti fuori sede.

La pandemia prima e la crisi economica legata alla situazione internazionale vedono, dunque, una situazione in peggioramento. «Le richieste principali – spiega Dovis – sono cibo, soldi per mantenere la casa, per affitto e bollette, spese di natura sanitaria, per l’educazione dei bimbi o la cura degli anziani disabili, ma anche richiesta di lavoro. E stiamo già vedendo quanto incide l’aumento delle bollette, non solo per chi chiede aiuto, ma anche per chi lo fornisce. Anche il sistema del sostegno si sta impoverendo, serve un intervento strutturale forte a livello nazionale e internazionale, servono risorse».

Anche per Francesco Marsico, della Caritas nazionale, «da un lato bisogna continuare con le politiche di intervento economico, tipo reddito di cittadinanza o misure di questo genere, ma dall’altro c’è la necessità di un Paese che sappia svilupparsi, fare politiche di sviluppo e tutela del lavoro tali da impedire i meccanismi strutturali della povertà. C’è un tema della precarietà del lavoro che va affrontato». Quanto alle due esperienze torinesi, sottolinea che «ci danno indicazioni importanti soprattutto sulle modalità di costruire servizi e risposte, costruendo meccanismi di inclusione con una `biodiversità esistenziale´ che mette insieme persone diverse e crea una connessione che attutisce i rischi di isolamento sociale, offre la possibilità di ricostruirsi sul piano personale e crea luoghi di nuova socialità che supera le barriere sociali ed esistenziali. A questo però – evidenzia – vanno aggiunte ovviamente politiche strutturali».

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13 Settembre 2022
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