Milano
9:45 pm, 4 Agosto 22 calendario
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Biglietti Atm e Trenord più cari. Lite Comune-Regione

Di: Redazione Metronews
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MILANO – Da questo autunno aumenterà il prezzo dei biglietti Atm e di alcune tariffe Trenord. Si tratta di un adeguamento agli indici inflazionistici Istat deciso dall’assemblea dell’Agenzia del Trasporto Pubblico Locale di Milano, Monza, Lodi e Pavia sulla base di una legge regionale.

Un treno “Donizetti” di Trenord.

Rincari per Atm e Trenord: le cifre

Il rincaro dei biglietti Atm (oggi costano 2 euro) dovrebbe andare dai 10 ai 30 centesimi; mentre dovrebbero salvarsi dai rincari gli abbonamenti. L’aumento scatterebbe tra settembre e ottobre e non riguarderà anche altre aziende di trasporto comunali. Anche alcune tariffe di Trenord rincareranno: di pochi centesimi, si ipotizza, i biglietti; di 1 o 2 centesimi al giorno gli abbonamenti mensili. Comune e Regione si accusano a vicenda.

L’assessora milanese Censi attacca la Regione

L’assessora milanese Arianna Censi accusa la legge della Regione a trazione leghista di aumentare la sofferenza dei cittadini. In un post su Facebook scrive: «La Regione, con una legge approvata a Luglio, ha obbligato noi e tutti i comuni e le province facenti parti dell’Agenzia del trasporto pubblico locale (Milano, Monza e Brianza, Lodi e Pavia) ad aumentare i prezzi dei biglietti per l’adeguamento Istat. Mi stupisce molto che chi a livello nazionale continua a promettere di abbassare le tasse, poi a livello locale, dove governa da anni, si comporti esattamente all’opposto, costringendo all’aumento tariffario. Ma questa volta non possiamo consentire loro di tirare il sasso e nascondere la mano. Noi e gli altri soci dell’Agenzia del TPL siamo stati messi di fronte ad una scelta già presa. In sostanza, l’aumento deve scattare obbligatoriamente per rispettare la normativa regionale che impone alle società dei trasporti – compresa Atm – di adeguare i prezzi all’inflazione. A quel punto abbiamo scelto di tutelare chi utilizza quotidianamente i mezzi pubblici, decidendo di non aumentare i prezzi degli abbonamenti e intervenendo esclusivamente sui titoli occasionali. Se avessimo potuto scegliere sin dall’inzio, non avremmo di certo deciso ora l’adeguamento tariffario all’Istat, in un momento economicamente difficile per i cittadini».

La Lega e l’assessora regionale Terzi contrattaccano

Il leghista Monti, dal Pirellone (è vicecapogruppo), replica: il tema, in agenzia, non era all’ordine del giorno ed è stato «imposto da un blitz dell’assessora Censi. La legge regionale non prevede alcun obbligo di adeguamento, ma solo una facoltà». Così anche l’assessora regionale Claudia Terzi: «Le Agenzie del trasporto pubblico locale (Tpl) sono libere di decidere se applicare o meno gli aggiornamenti Istat. Spetta a loro, in ultima analisi, la scelta se porre in essere o meno le rimodulazioni delle tariffe ed eventualmente come accordarsi o compensare le aziende che prestano il servizio. Va sempre ricordato che le Agenzie dipendono principalmente dalle amministrazioni comunali dei capoluoghi di Provincia e per il caso di Milano anche dalla Città metropolitana. Nello specifico, proprio il caso di Milano è particolare: i servizi Atm sono tuttora gestiti dal Comune e il ricavato dei biglietti alimenta il bilancio comunale. Il Comune, in quanto ente regolatore, può dunque proporre in autonomia di evitare aumenti dei biglietti facendovi fronte con il proprio bilancio».

Monguzzi: «Il Comune di Milano rinunci agli aumenti di Atm»

Lo stesso pensiero, si direbbe, di Carlo Monguzzi (presidente del gruppo consiliare Europa Verde), secondo cui il Comune «poteva opporsi alla Regione in sede di Agenzia del trasporto pubblico e non avallare la decisione di aumentare il biglietto; può opporsi ora politicamente, proceduralmente e giuridicamente, per questo chiediamo la convocazione del consiglio comunale». E continua: «La via più semplice, lineare e immediata è rinunciare all’aumento. Visto che per il particolare contratto che a Milano il Comune ha con Atm, il ricavato della vendita dei biglietti va appunto al Comune, che quindi può rinunciarvi. È sbagliatissimo che in un momento in cui viene chiesto ai cittadini di lasciare l’auto a casa e usare il mezzo pubblico, venga aumentato il biglietto, ha il sapore di una beffa. È poi inaccettabile, nel momento in cui in Germania e in Spagna sperimentano nei fatti i trasporti gratuiti, che a Milano invece aumentino i costi».

4 Agosto 2022
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