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1:42 pm, 2 Agosto 22 calendario

Elezioni, trovato l’accordo tra Letta e Calenda

Di: Redazione Metronews
Trovato l'accordo
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Trovato l’accordo tra Letta e Calenda con l’alleanza tra Pd e Azione/+Europa. Raggiunta l’intesa sia dal punto di vista pratico elettorale: «Le parti si impegnano a non candidare personalità che possano risultare divisive per i rispettivi elettorati nei collegi uninominali, per aumentare le possibilità di vittoria dell’alleanza. Conseguentemente, nei collegi uninominali non saranno candidati i leader delle forze politiche che costituiranno l’alleanza, gli ex parlamentari del M5S (usciti nell’ultima legislatura), gli ex parlamentari di Forza Italia (usciti nell’ultima legislatura)». Dunque nella nascente coalizione «tutti hanno fatto un passo indietro» e non correranno nei collegi uninominali maggioritari – accettando la sfida di quelli plurinominali del proporzionale – i leader Enrico Letta (Pd), Carlo Calenda (Azione), Benedetto Della Vedova (+Europa), Luigi Di Maio (Impegno civico), Nicola Fratoianni (Sinistra italiana) e Angelo Bonelli (Europa Verde). «La totalità dei candidati nei collegi uninominali della coalizione – precisa ancora l’accordo – verrà suddivisa tra Democratici e Progressisti e Azione/+Europa nella misura del 70% (Partito Democratico) e 30% (+Europa/Azione), scomputando dal totale dei collegi quelli che verranno attribuiti alle altre liste dell’alleanza elettorale. Questo rapporto verrà applicato alle diverse fasce di collegi che verranno identificati di comune intesa».

Trovato l’accordo Pd-Azione

Accordo anche dal punto di vista programmatico: «Le parti condividono e si riconoscono nel metodo e nell’azione del governo guidato da Mario Draghi. I partiti che hanno causato la sua caduta si sono assunti una grave responsabilità dinanzi al Paese e all’Europa». Il patto è stato siglato tra Enrico Letta, Carlo Calenda e Benedetto Della Vedova. «Un passo importante, era un dovere superare gli ostacoli e trovare un’intesa che ci consentisse di trovare una proposta che sia vincente, convincente e alternativa a queste destre – ha commentato il segretario Dem Enrico Letta – questo passo rende queste elezioni “contendibili”. Abbiamo dimostrato un grande senso di responsabilità. L’Italia conta molto di più rispetto ai singoli partiti. Non è immaginabile che dopo l’esperienza del governo Draghi l’Italia passi ad un governo delle destre. Oggi è una grande giornata. Guardiamo al futuro con grande fiducia».

«Oggi si riapre la partita»

«Siamo solidi e compatti, andiamo a vincere queste elezioni, niente è già scritto, da oggi finisce ogni tipo di discussione e polemica, finisce il pre partita e inizia la vera partita – ha detto invece Carlo Calenda – siamo pienamente e totalmente soddisfatti del testo sottoscritto perchè c’è un richiamo preciso senza infingimenti all’agenda Draghi. Abbiamo voluto fare uno sforzo per dettagliare valori e proposte comuni, perchè senza proposte comuni un’alleanza per quanto sia un patto elettorale non esiste, non siamo due partiti che si mettono insieme e chi se ne frega dei contenuti e della scelta dei candidati, ci crediamo entrambi. Oggi si riapre totalmente la partita, nulla è scritto». «La mia non è stata esattamente una candidatura a premier – ha precisato il leader di Azione – correremo insieme, ognuno rappresentando un’area del Paese, poi quando vinceremo ci siederemo insieme e decideremo il presidente del Consiglio».

Rigassificatori e salario minimo

Nel testo sottoscritto Pd e Azione/+ Europa si impegnano «a promuovere, nell’ambito della rispettiva autonomia programmatica, l’interesse nazionale nel quadro di un solido ancoraggio all’Europa e nel rispetto degli impegni internazionali dell’Italia e del sistema di alleanze così come venutosi a determinare a partire dal secondo dopoguerra. In questa cornice le parti riconoscono l’importanza di proseguire nelle linee guida di politica estera e di difesa del governo Draghi con riferimento in particolare alla crisi ucraina e al contrasto al regime di Putin». «Le prossime elezioni sono una scelta di campo tra un’Italia tra i grandi Paesi europei e un’Italia alleata con Orban e Putin – si legge ancora – sono uno spartiacque che determinerà la storia prossima del nostro Paese e dell’Europa». Per quanto riguarda l’ambito energetico, Pd e Azione/+Europa si impegnano a mettere in campo le politiche pubbliche più idonee per garantire l’autonomia del Paese attraverso un’intensificazione degli investimenti in energie rinnovabili, il rafforzamento della diversificazione degli approvvigionamenti per ridurre la dipendenza dal gas russo, la realizzazione di impianti di rigassificazione nel quadro di una strategia nazionale di transizione ecologica virtuosa e sostenibile».

Rivedere il Reddito di cittadinanza

In ambito economico e sociale, le parti «s’impegnano a contrastare le disuguaglianze e i costi della crisi su salari e pensioni, convenendo di realizzare il salario minimo nel quadro della direttiva Ue e una riduzione consistente del “cuneo fiscale” a tutela in particolare dei lavoratori». E ancora Pd e Azione/+Europa concordano «sulla necessità di realizzare integralmente il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza nel rispetto del crono-programma convenuto con l’Unione europea». Occorre «improntare le politiche di bilancio alla responsabilità e le politiche fiscali alla progressività, promuovendo al contempo una riforma del Patto di Stabilità e Crescita dell’Unione Europea che non segni un ritorno alla stagione dell’austerità – si legge nel documento – è necessario non aumentare il carico fiscale complessivo e correggere lo strumento del Reddito di cittadinanza e il Bonus 110% in linea con gli intendimenti tracciati dal governo Draghi». Infine «dare assoluta priorità all’approvazione delle leggi in materia di Diritti civili e Ius scholae».

2 Agosto 2022
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