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7:55 pm, 25 Luglio 22 calendario

Chi sono gli hacker di LockBit, specialisti nei ricatti

Di: Redazione Metronews
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LockBit 3.0, come suggerisce il nome, è la terza incarnazione di una gang di cyber criminali specializzati negli attacchi ransomware.

LockBit, la gang degli hacker del ransomware

Nato nel 2019, è uno dei collettivi dediti a questo tipo di cybercrime più attivi nel 2022. Basti pensare che, secondo uno studio pubblicato recentemente da Swascan – parte del polo cyber di Tinexta Group – il 30.2% di tutti gli attacchi ransomware del secondo trimestre del 2022 sono da attribuirsi a questo gruppo.

”Lockbit si è sicuramente affermato come uno dei principali threat actors nel panorama delle minacce cyber del 2022. La sua natura decentralizzata e altamente efficiente gli ha permesso di affermarsi rapidamente, superando anche altri nomi noti  in questo campo come la gang filo-Cremlino Conti”, spiega il Ceo di Swascan Pierguido Iezzi.

“Lockbit, come altri grandi gruppi di questo genere operano in maniera simile alle aziende, tanto è vero che questo cartello del cybercrime si è persino dotato di un programma di bug-hunting. Profitti e brand reputation sono al centro per questi criminali informatici, tanto che all’inizio della guerra in Ucraina hanno voluto sostenere la loro apoliticità con un comunicato stampa che ripudiava qualsiasi tipo di impegno militante nel conflitto”.

“Attaccano le infrastrutture, sono attacchi temibili”

“Questi sono gli attacchi più temibili. Altro che ingerenze politiche e fake news – spiega all’Adnkronos Ranieri Razzante, consigliere per la Cybersecurity del Sottosegretario alla Difesa – Il collettivo di hacker che ha condotto l’attacco, sul quale peraltro abbiamo ancora informazioni vaghe, è tristemente noto per ripetute penetrazioni in infrastrutture critiche di tutti gli Stati evoluti. E questo non può che preoccuparci. Le nostre pubbliche amministrazioni sono ancora molto indietro in termini di protezioni attive ed abbiamo il grosso problema – con il quale il nuovo governo dovrà necessariamente fare i conti – della difesa e del contrattacco da parte delle nostre forze dedicate e dell’intelligence contro questi che sono veri e propri atti di terrorismo”.

“La legislazione antiterrorismo e sui reati informatici ce l’abbiamo ed è in via di perfezionamento quella in merito alla Difesa. Non possiamo permetterci ulteriori disattenzioni e soprattutto l’Agenzia delle Entrate aveva già dei malfunzionamenti che avrebbero dovuto essere attenzionati per tempo. Le statistiche ci dicono che gli attacchi vengono per lo più consentiti da protezioni insufficienti o da errori di chi utilizza i computer e le reti. Non possiamo affidarci solo all’investigazione post attacco: bisogna incrementare la protezione e la formazione, confidando nell’azione dell’autorità nazionale sulla Cybersecurity , quando lavorerà a pieno regime”.

25 Luglio 2022
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