4:53 pm, 23 Luglio 22 calendario

Bimba lasciata morire, la madre resta in cella

Di: Redazione Metronews
Bimba lasciata morire
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Bimba lasciata morire, la madre resta in cella. Il gip di Milano Fabrizio Filice ha convalidato il fermo per Alessia Pifferi, la 37enne che ha lasciato la figlia Diana di 18 mesi a casa da sola a Milano per più di 6 giorni, per poi trovarla morta al suo ritorno. Il gip, da quanto si apprende da fonti investigative, ha anche disposto la custodia cautelare in carcere per la donna, che deve rispondere di omicidio volontario.

Subito dopo essere stata fermata, la donna aveva raccontato agli agenti della Squadra Mobile guidati da Marco Calì e al pm Francesco De Tommasi di aver già lasciato la piccola da sola nel suo appartamento di via Parea, in zona Ponte Lambro a Milano, per diversi giorni. La donna si era assentata per andare a trovare il suo nuovo compagno, che non è il padre della piccola, a Leffe, in provincia di Bergamo. All’uomo aveva detto di aver affidato la bambina alla sorella.

Alessia Pifferi./Facebook

Bimba lasciata morire, la ricostruzione del gip

Alessia Pifferi, «ha anteposto la possibilità di mantenere una relazione con il compagno anche a costo dell’inflizione di enormi sofferenze, giunte sino» a causare la morte della figlia. E’ quanto si legge nell’ordinanza firmata dal gip Fabrizio Filici, con il quale il giudice ha disposto oggi la misura cautelare del carcere nei confronti della donna.

La donna, si legge nell’ordinanza del gip, ha ritenuto «altamente probabile, se non certo, l’evento morte della bambina» e «pur non perseguendolo come suo scopo finale alternativamente» lo ha voluto.

Il gip sottolinea inoltre come la donna si sia prefigurata «esattamente la più che concreta eventualità» che la figlia fosse morta o che stesse morendo «e la soppesa però in un processo mentale che ha restituito in modo molto trasparente con le sue dichiarazioni, con la paura di introdurre un nuovo e significativamente più grave elemento di tensione con il compagno, magari tale da compromettere per sempre quel precario equilibrio che entrambi stavano ricercando, e anche con la paura e l’orgoglio di non chiedere aiuto alla sorella Viviana», la quale sarebbe potuta andare nel suo appartamento a soccorrere la nipote in qualsiasi momento.

Alessia Pifferi./Facebook

Per il magistrato si tratta di  «una personalità non equilibrata, incline alla mistificazione e strumentalizzazione degli affetti e «segnata da una totale mancanza di rispetto per la vita umana».

Per il gip la 37enne ha agito «una condotta dall’impatto intrinsecamente ed estremamente violento anche se non in forma commissiva, nei confronti della persona in assoluto più vulnerabile con la quale si trovasse in relazione. Alla quale era, come in effetti è stato, facilissimo fare del male». Nell’ordinanza Filici parla inoltre di una «ampia e franca possibilità di condotte reiterative di tipo abusante e maltrattante e non escludibilmente anche di tipo violento e persecutorio».

 

 

23 Luglio 2022
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