Milano
3:23 pm, 20 Luglio 22 calendario
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La Corte dei Conti bacchetta Regione Lombardia su Covid e Olimpiadi

Di: Redazione Metronews
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Una sonora bocciatura per Regione Lombardia. È quella arrivata oggi dalla Corte dei Conti della Lombardia, che nell’annuale relazione sul Rendiconto generale del Pirellone, ha fortemente criticato il lavoro (non) fatto per le Olimpiadi di Milano-Cortina del 2026, l’utilizzo dei fondi Covid, l’inadeguatezza dei programmi regionali contro gli infortuni sul Lavoro. .

Regione e Olimpiadi

Secondo i giudici della Corte dei Conti, per le Olimpiadi invernali del 2026 «non risulta adottato il programma definitivo delle opere da realizzarsi» a cura della società Infrastrutture Milano-Cortina 2020-2026 Spa e nemmeno “un cronoprogramma degli adempimenti e dei costi generali relativi ai diversi interventi previsti». In tale contesto, quindi, per i magistrati, è «necessario» che Regione Lombardia attui «un costante monitoraggio al fine di prevenire aggravi di costi non preventivati per il bilancio regionale».

Spesa Covid «Non soddisfacente»

Altra nota assai dolente, «i non soddisfacenti livelli di realizzazione della spesa finanziata con i fondi finalizzati Covid (56%)». Inoltre la Corte rileva «il peggioramento della capacità di pagamento (da 5,9% nel 2020 a 1,6% nel 2021) dell’aggregato», la «modesta» percentuale di realizzazione della spesa finanziata con risorse accantonate (20%) e con risorse aggiuntive (17%) e la «lentezza» degli investimenti. Analizzando poi trasferimenti ed erogazioni agli enti del servizio sanitario regionale, i Giudici hanno stigmatizzato la giacenza nella Gsa (Gestione sanitaria accentrata) di «ingenti risorse», pari a circa 1,899 milioni. Cioè, soldi raccolti ma mai spesi per il Covid. Un dato che, per i giudici, «pone seri dubbi sull’immobilizzazione di queste risorse», che sembrano «restare così sottratte al raggiungimento degli obiettivi di salute loro propri». «Risulta così confermato – si legge ancora nella relazione – che la Regione utilizza i fondi sanitari per coprire il rischio di azioni legali connesse alla gestione sanitaria».

Incidenti sul lavoro, Regione non controlla

Infine, per la Corte, il Pirellone deve utilizzare i fondi disponibili per le politico contro gli incidenti sul lavoro, dei quali la Lombardia è tristemente capofila. I giudici infatti hanno rilevato «nuovamente la scarsa incisività» delle politiche della Regione di prevenzione e sicurezza sul lavoro. I dati sull’attività ispettiva del 2020 e del 2021 forniti dalla Regione, infatti, mostrano «una stasi» nel numero delle ispezioni (+0,88%) e la flessione del numero delle imprese ispezionate nel 2021 rispetto all’anno della pandemia (-6,11%). Regione Lombardia «è pertanto invitata ad attivarsi per il contrasto al fenomeno degli infortuni sul lavoro e delle ‘morti bianche’», utilizzando «efficacemente» le risorse già disponibili, in un panorama che nel 2021 ha visto tornare il numero dei morti sul lavoro nella Regione ai livelli del 2018 e del 2019, quando il numero degli infortuni mortali già si attestava intorno al +40% circa rispetto ai decessi registrati nel 2016. E anche i dati del primo trimestre 2022 registrano un incremento degli infortuni mortali rispetto allo stesso periodo del 2021.

La risposta di Fontana

Insomma, una serie di dure bordate, alle quali il presidente Attilio Fontana – presente alla lettura del Rendiconto – ha risposto solo in parte. In particolare, circa le Olimpiadi, Fontana ha dichiarato: «Con riferimento alla costituzione della società Infrastrutture Milano Cortina 2020- 2026 Spa la Regione si impegna a garantire un costante monitoraggio al fine di prevenire aggravi di costi non preventivati per il bilancio regionale». «Il problema delle Olimpiadi – ha concluso Fontana – è solo che la costituzione della società è avvenuta tardi».

20 Luglio 2022
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