crisi di governo
5:27 pm, 20 Luglio 22 calendario

Draghi replica e chiede la fiducia

Di: Redazione Metronews
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“La mia sarà una replica abbastanza breve. Voglio innanzitutto ringraziare tutti coloro che hanno sostenuto l’operato di questo governo con lealtà, collaborazione e partecipazione”. Così il premier Mario Draghi, nelle repliche al Senato sulla fiducia. Draghi legge  la premessa dell’intervento in Aula sulle dimissioni respinte dal Capo dello Stato Mattarella. «Siete voi che decidete. Niente richieste di piene poteri», afferma il premier. «Per me la democrazia è una democrazia parlamentare», premette. “”Il sostegno che ho visto nel Paese”, “mi ha indotto a riproporre un patto di coalizione e sottoporlo a vostro voto, voi decidete. Niente richieste di pieni poteri“.

“Superbonus fatto male”, lunghi applausi dalla Lega

Un lungo applauso dagli scranni al Senato del Centrodestra di governo ha sottolineato la parte della replica del premier  riguardante le inefficienze del meccanismo di cessione dei crediti per il Superbonus. Contemporaneamente, dal settore M5S si levava invece qualche brusio di disapprovazione. “Ora dobbiamo riparare al mal fatto. E tirare fuori le imprese che sono in difficoltà. Il problema è il sistema della cessione dei crediti. Chi li ha disegnati senza discrimine o discernimento? Sono loro i colpevoli di questa situazione per cui migliaia di imprese stanno aspettando i crediti”.

Reddito di cittadinanza e salario minimo

Il Reddito di cittadinanza “è una cosa buona, ma se non funziona è cattiva”, ha poi detto il premier.

“Qualunque sia la vostra decisione apriremo un tavolo sul salario minimo, credo si possa arrivare ad una soluzione che non preveda un diktat del governo sul contratto di lavoro. C’è una posizione della commissione europea, si è aperto un tavolo con i sindacati e Confindustria. Continueremo la discussione, qualunque sarà la vostra decisione di oggi e credo che si possa arrivare a una proposta di salario minimo che non veda diktat del governo sul contratto di lavoro”.

E poi: «Perchè il governo non è entrato nello Ius Soli, nella cannabis, nel ddl Zan? Perchè il governo ha deciso di non intervenire, per la sua natura di governo fondato su un’ampia coalizione, su temi di origine parlamentare».

Draghi chiede fiducia sulla risoluzione Casini

«Chiedo che sia posta il voto di fiducia presentata dal senatore Casini», ha detto il premier nella replica al Senato. La risoluzione prevede una sola riga: udite le comunicazioni del premier si approva.

Mario Draghi chiede dunque al parlamento di votare sulle sue parole. Un voto di fiducia che sarà dato sulla risoluzione presentata dal senatore Pier Ferdinando Casini, che recita “Ascoltate le comunicazioni del Presidente del Consiglio, il Senato le approva”. Fi con Annamaria Bernini, Lega con Matteo Salvini e M5S con Mariolina Castellone saranno gli ultimi ad intervenire in dichiarazioni di voto.

L’altra risoluzione presentata è quella a prima firma Calderoli, che prevede il “sostegno ad azione governo profondamente rinnovato sia per scelte politiche che nella composizione”, con la richiesta che “nella compagine governativa siano compresi esclusivamente” le forze politiche “espressione dei partiti che hanno votato a favore della fiducia nella seduta del senato del 14 luglio” tenendo quindi fuori i Cinque Stelle. Risoluzione che Lega e Fi avevano fatto sapere che avrebbero votato, prima della richiesta della fiducia fatta dallo stesso Draghi sul testo Casini.

Centrodestra tentato dal non voto

Il centrodestra di governo, riferiscono fonti parlamentari, ha all’inizio confermato la sua linea: il sì è solo sulla risoluzione del centrodestra, non su quella presentata dal senatore Casini e sulla quale il governo ha posto la questione di fiducia.

Tuttavia dopo aver ascoltato la replica di Mario Draghi al Senato, Lega e Fi con Udc e Nci, riferiscono fonti parlamentari del centrodestra di governo, sarebbero tentati di non partecipare al voto di fiducia sulla risoluzione presentata da Pier Ferdinando Casini, che, “udite le comunicazioni del premier, le approva”. Di fronte alla scelta di Draghi di porre la fiducia sulla risoluzione Casini, condivisa del centrosinistra, senza tener conto delle richieste del centrodestra di governo che propone un bis ma senza i Cinque stelle, Lega e Fi riferiscono, starebbero valutando l’opzione di non partecipare al voto.
Draghi aveva una possibile soluzione di mediazione a portata di mano, ma chiedendo di votare la risoluzione Casini, ha scelto di andare avanti per la sua strada con la sinistra senza i Cinque stelle di Conte e Lega-Fi-centristi, dice a mezza bocca un big del centrodestra, presenza fissa a Villa Grande.

20 Luglio 2022
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