crisi di governo
10:25 pm, 19 Luglio 22 calendario

Governo, Draghi al bivio: la fiducia parte dal Senato

Di: Redazione Metronews
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Draghi è al bivio della fiducia: i lavori del Senato con le comunicazioni del presidente del Consiglio Mario Draghi inizieranno alle 9:30 e il termine dei lavori è previsto alle 19:30. Al termine dell’intervento del premier ci sarà una sospensione per permettere che il discorso sia depositato alla Camera dei deputati. Le ore di discussione generale dovrebbero essere 5, con repliche finì alle 16:30. La prima chiama dovrebbe tenersi alle 18:30. Poi si capirà se il Governo, come sembra possibile dopo le ultime evoluzioni politiche, andrà avanti dopo che il M5S ha innescato la crisi, e in quale forma.

Draghi sull'Ucraina
Draghi

Il Centrodestra: sì ma senza il M5S di Conte

Di certo il Centrodestra di governo, che ha incontrato il premier in serata dopo vertici di ore, appare molto determinato sulla linea del sì al Draghi bis senza il M5s, altrimenti si va dritti al voto. E stavolta anche Silvio Berlusconi appare deciso sulle elezioni subito qualora Giuseppe Conte dovesse mettersi di traverso. Questa linea unitaria sarebbe stata illustrata al premier durante il vertice delle 20, durato circa un’ora a palazzo Chigi. Lega Fi e Udc-Nci avrebbero posto anche altri “paletti”: pronti a rinnovare la fiducia al governo in carica ma, oltre che senza il M5S, aprendo  su alcuni punti programmatici del governo considerati imprescindibili come la pace fiscale e la revisione del reddito di cittadinanza.

Pd, Letta: “Sono sereno. Il M5S? Prima la fiducia al Governo, poi ragioneremo…”

Enrico Letta da parte sua ha fiducia: è andato oggi a Palazzo Chigi, da un Mario Draghi che descrive «determinato, in ottima forma e molto contento» dell’accordo siglato con l’Algeria per mettere al sicuro le scorte di gas italiane per il prossimo inverno. Il Pd, spiega Letta, aspetta  le parole che si diranno in Parlamento. “Abbiamo davanti 9 mesi fino alle elezioni, questi nove mesi devono essere riempiti di contenuti con misure concrete che riguardano la nostra società e il mondo del lavoro. Il primo punto è la lotta alla precarietà”, poi “l’applicazione in Italia della direttiva sul salario minimo, sarebbe uno straordinario messaggio” e il terzo è la legge di Bilancio in cui ci sarà “una forte riduzione di tasse sul lavoro: dobbiamo portarla a casa. Ascolteremo il premier e chiediamo alle forze di maggioranza di fare altrettanto. Poi ognuno dirà la sua e ognuno si assumerà la responsabilità“. Una richiesta indirizzata anche all’alleato M5S, osservato speciale dei dem o, almeno, di quella parte del Pd che spera non si spezzi definitivamente il rapporto con i Cinque Stelle, lasciando il Pd solo in una maggioranza sbilanciata a destra. “Domani io mi sveglio sereno. Sarà una bella giornata, ne sono sicuro“.

E il M5S?“Gli italiani si aspettano che il governo prenda la fiducia e faccia le cose che servono agli italiani. Poi ragioneremo del resto…”.

Il leader M5S Conte

Renzi: “Qualcuno perde la faccia, ma l’Italia non perde il governo”

“Ho sentito Draghi? Gli incontri e le telefonate con il presidente del consiglio non si dicono, si fanno e si cercano di risolvere i problemi. Domani potremo dire tutto bene quel che finisce bene, qualcuno perde la faccia ma l’Italia non perde il governo. Conte ha fatto una figuraccia cosmica”, dice Matteo Renzi. E poi: “Spero che Letta abbia capito che con il M5S non si va da nessuna parte, anche se ho visto che c’è la corrente tailandese del Pd che dice che Conte va ascoltato”.

Il M5S, diversi alla Camera i sì previsti per Draghi

Quanto al M5S, rimasto dilaniato tra contiani e governisti, si prevede che potrebbero essere tra i 20 e i 25 i parlamentari che diranno sì a Mario Draghi. La diaspora M5S ha questi numeri alla Camera. Due o tre invece i senatori.

19 Luglio 2022
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