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4:54 pm, 12 Luglio 22 calendario

Draghi: “Inflazione crea disuguaglianze, ridurre il carico fiscale sui lavoratori”

Di: Redazione Metronews
Mario Draghi
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“Dobbiamo intervenire per eliminare le disuguaglianze”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Mario Draghi dopo l’incontro con i sindacati. “L’incontro con i sindacati è stato positivo, abbiamo stabilito un metodo di lavoro”, ha detto il premier. “Bisogna ridurre il carico fiscale sui lavoratori, in modo strutturale”.

Il salario minimo? “E’ stata approvata in Europa la direttiva sul salario minimo, il governo intende muoversi in questa direzione”.

Draghi: “Bisogna ridurre il carico fiscale”

E’ dunque necessario “mettere in campo misure strutturali per incrementare i salari netti”. II governo, ha aggiunto Draghi, punta a «ridurre il carico fiscale a partire dai redditi più bassi, vogliamo intervenire in maniera decisa all’interno degli spazi della finanza pubblica».

“L’economia cresce, ma ci sono rischi per inflazione”

«Nei mesi scorsi ho parlato di un nuovo patto sociale per la continuazione della crescita e la tutela del potere di acquisto delle famiglie – ha aggiunto Draghi – l’economia italiana continua a crescere, ma le previsioni sono piene di rischi, a cominciare dal costo della vita. La nostra economia sta andando meglio delle attese, ma sarei esitante a dire lo stesso per i prossimi mesi», ha aggiunto. Per questo, ha proseguito il premier, serve un nuovo patto sociale per contrastare l’inflazione.
«Dobbiamo difendere pensioni e salari e per far questo serve un coinvolgimento pieno del governo con le parti sociali», ha continuato. “Nei mesi scorsi ho auspicato un nuovo patto sociale per gestire la fase che stiamo attraversando e quella che attraverseremo nei prossimi mesi. Lo scopo è la continuazione della crescita e la protezione del potere di acquisto di lavoratori, pensionati e famiglie. Occorre essere insieme, con il pieno coinvolgimento di governo e parti sociali”.

Uno scostamento di bilancio? «Per ora non lo vediamo necessario, pensiamo di fare le cose che intendiamo fare senza uno scostamento di bilancio».

Quello che è importante è “evitare che si inneschi una spirale di aumento prezzi-salari. A questo guarda la Bce e guardano tutte le Banche centrali. Ma nel nostro caso il costo del lavoro è molto basso, molto basso rispetto ad altri paesi europei. Le nostre misure sono tutte compatibili” con politiche anti-inflazionistiche, ha assicurato il presidente del Consiglio.

“Il M5S? Punti di convergenza con l’agenda di governo”

Il M5S? Nel documento consegnato da Giuseppe Conte, ci sono «molti punti di convergenza con l’agenda di governo», ha detto Draghi. “Quando ho letto la lettera” consegnata da Giuseppe Conte “ho trovato molti punti di convergenza con l’agenda di governo e quindi i temi affrontati nella riunione di oggi con i sindacati sono esattamente in quella direzione, sono punti che era necessario sollevare. C’è l’esigenza di fare qualcosa per il lavoro povero. I numeri dell’Istat e dell’Inps sono drammatici, in un contesto che è destinato a peggiorare la situazione per l’inflazione. Un intervento era assolutamente importante e necessario e, se coincide con l’agenda di Conte, sono contento e forse anche lui…”.

“Non esiste un altro governo”

E poi: “Il governo con gli ultimatum non lavora, perde il suo senso di esistere. Se riesce a lavorare continua, se non riesce a lavorare non continua”. Tornare in Parlamento per una verifica se il M5S non parteciperà al voto in Senato? “Primo: lo chieda al presidente Mattarella. Secondo: ho già detto che per me non c’è un governo senza M5S. Terzo: ho già detto che non c’è un governo Draghi. Questa situazione di fibrillazione il governo l’ha affrontata abbastanza bene, continua a lavorare”.

“Questa situazione di fibrillazione il governo la sta gestendo abbastanza bene – dice Draghi – il governo continua a lavorare, abbiamo visto le parti sociali, affronteremo i problemi dell’Ilva e prenderemo misure per tutelare il potere d’acquisto e delle imprese. Queste fibrillazioni sono importanti perchè riguardano l’esistenza del governo, ma il governo riesce a lavorare. Se si verificasse una situazione per cui il governo non riesce a lavorare, sento che a settembre qualcuno minaccia sfracelli, a quel punto il governo perde il suo senso di esistere», ha aggiunto. «Ma se il governo riesce a lavorare continua, se non riesce a lavorare non continua».

“Se non si deriva nessuna soddisfazione, se si ha la sensazione che sia una sofferenza straordinaria stare al governo, che si fa fatica, bisogna essere chiari”.

Orlando e il salario minimo

«Stiamo cercando di costruire un meccanismo che tenga insieme il valore positivo della contrattazione con l’esigenza di definire un minimo salariale per tutti coloro che non beneficiano di quella contrattazione o che sono soggetti a contratti pirata». Lo ha detto il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Andrea Orlando, in conferenza stampa dopo l’incontro con i sindacati spiegando che l’ipotesi messa sul tavolo «riguarda la possibilità di utilizzare come riferimento i contratti o più diffusi o quelli firmati dalle organizzazioni maggiormente rappresentative».

Questo, ha aggiunto, «naturalmente non escluderebbe la possibilità che ci siano contratti anche con salari ancora bassi ma comunque aiuterebbe tutti coloro che addirittura si trovano anche sotto quei minimi salariali ad avere un rafforzamento di posizioni e complessivamente innescherebbe un meccanismo che riteniamo possa aumentare la media dei salari».

12 Luglio 2022
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