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4:11 pm, 11 Luglio 22 calendario

Decreto Aiuti, M5S non partecipa al voto. Rischio crisi

Di: Redazione Metronews
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Via libera della Camera al decreto Aiuti con 266 voti favorevoli e 47 contrari (FdI e Alternativa). Senza dunque il M5S. «Il nostro sostegno al governo è stato esplicitato con il voto di fiducia e la scelta di oggi» di non partecipare al voto finale sul decreto Aiuti «è dettata da questioni puntuali di merito e metodo, in coerenza con quanto abbiamo già fatto in Cdm, pur rilevando l’utilità di parte delle misure, riteniamo alcuni contenuti non coerenti», aveva sottolineato in Aula della Camera il capogruppo M5S Davide Crippa.

I deputati di M5S non hanno partecipato al voto finale. Il provvedimento passa ora all’esame del Senato. Rispetto alla decisione assunta dal gruppo, un solo deputato pentastellato non ha rispettato l’indicazione: è Francesco Berti, che ha votato a favore. E’ quanto emerge dai tabulati della votazione.

Sempre scorrendo i tabulati della votazione, emerge che tra le forze di maggioranza le maggiori assenze si registrano tra le fila della Lega: su 131 deputati 15 risultano in missione e 41 gli assenti; sono 85 su 103 (104, ma il presidente Fico non viene conteggiato ai fini dlele votazioni) i deputati M5s che non hanno partecipato al voto, come da indicazione del gruppo, mentre 1 deputato (Berti) ha votato a favore e in missione ne risultano 18; tra i banchi di Forza Italia su 82 deputati 9 sono in missione e 28 gli assenti. Il Pd, come di consueto, risulta essere il gruppo più presente (oltre 70%): su 97 deputati 13 quelli in missione e 16 gli assenti.

“La mancata partecipazione al voto sul dl aiuti in Aula alla camera? Era una decisione già chiara, c’è una questione di merito per noi importante, che avevamo anticipato. una questione di coerenza e di linearità, quindi nulla di nuovo”, si è giustificato il leader del M5S Giuseppe Conte,  dribblando però le domande sulla linea che il M5S terrà al Senato e sulla richiesta di una verifica di governo avanzata a Draghi da Silvio Berlusconi.

Berlusconi: “Serve verifica”

La scelta dei M5S manda in tilt la maggioranza, su cui piomba anche la richiesta di Silvio Berlusconi di una verifica in quanto «occorre comprendere quali forze politiche intendano sostenere il governo, non a fasi alterne e per tornaconti elettorali».

Alla necessità di procedere a una verifica di maggioranza si associa Matteo Salvini, che ne approfitta anche per reiterare il niet alle «leggi su droga libera e cittadinanza facile». Tra il timore di alcuni che la situazione da qui a giovedì possa realmente precipitare fino alla crisi di governo, e la convinzione di altri che si tratti solo di un bluff, nella maggioranza prevalgono le critiche al M5S, reo di scelte «incomprensibili e irresponsabili».

M5S a Decreto aiuti, è bufera politica

Ora i riflettori sono puntati sul Senato per le decisioni che il Movimento 5 stelle assumerà di fronte alla fiducia che il governo porrà sul dl Aiuti.
Una partita che si dovrebbe giocare entro giovedì. M5S aspetta un’ulteriore interlocuzione con palazzo Chigi sulle istanze che Conte ha portato a Draghi e che sono soprattutto di natura sociale. Se alla Camera i pentastellati hanno dato il loro sì al governo, ma hanno deciso di non votare il merito del provvedimento, a palazzo Madama il pressing per uscire dall’esecutivo resta forte. Alta resta l’insofferenza verso una coalizione che sui cavalli di battaglia del Movimento non dà sufficienti risposte.
L’orientamento di diversi pentastellati di palazzo Madama – dove fiducia e voto finale d’approvazione dei provvedimenti sono un tutt’uno – è quello di non votare il decreto, uscendo dall’Aula. Il che comporterebbe uno strappo importante nei confronti della maggioranza. Nulla però è ancora deciso. I senatori dovrebbero tenere un’assemblea mercoledì sera e non è da escludere che a ridosso del voto di fiducia si possa riunire anche il Consiglio nazionale per stabilire la linea.

“Il Papeete di Conte”

«Il M5S non vota il decreto Aiuti. Inizia il Papeete di Conte. Almeno nel 2019 non avevamo Covid, guerra in Ucraina e inflazione all’8%». Così su twitter il Presidente di IV Ettore Rosato.

“Se M5S non vota la fiducia certo che è un problema», ha detto il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, a margine della presentazione del rapporto Inps a Montecitorio. «La scelta politica del M5S è grave. Indebolire o mettere a rischio il governo in queste settimane è da scellerati. Considerazione che vale per Conte ma anche per Salvini e per chiunque altro metta in discussione l’esecutivo Draghi». Così il senatore Pd Andrea Marcucci dopo l’uscita dall’aula alla Camera del M5S per il voto finale sul dl Aiuti.

11 Luglio 2022
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