francia
2:13 pm, 30 Giugno 22 calendario

Ex terroristi, Macron: “Valuteremo ricorso su no a estradizione”

Di: Redazione Metronews
condividi

Il presidente francese Emmanuel Macron ha detto che la Francia valuta il ricorso sul no all’estradizione degli ex terroristi italiani. Macron ha assicurato appoggio politico alla domanda dell’Italia.

Macron e il no all’estradizione

La decisione con cui la giustizia francese ha negato l’estradizione in Italia “non l’ho vista per iscritto, ma spetta a noi nelle prossime ore valutare se è possibile un ricorso in Cassazione o, in ogni caso, se ci sono delle vie giurisdizionali che ci permettano di andare più lontano“, ha detto Macron, rispondendo ad una domanda in conferenza stampa a Madrid. “Non posso dire di più – continua – se non reiterare la volontà politica, che è stata di collaborare con il governo italiano su questa materia, cosa che ho fatto in coerenza con quella che è sempre stata la linea della Francia. Tutto dipende ora da questioni giuridiche e giurisdizionali”. Per definizione, continua, “non commento le decisioni della giustizia francese. Ho detto che politicamente appoggiavo e sostenevo la richiesta del governo italiano”.

“Per questi brigatisti, ricordo qual è da sempre la dottrina francese: perché la Francia non aveva respinto che le richieste di estradare persone che non erano implicate in reati di sangue. In questo caso, queste persone sono coinvolte in reati di sangue e meritano di essere giudicate sul suolo italiano. E’ una questione di rispetto dovuto alle famiglie delle vittime e alla Nazione italiana”, conclude.

La Corte d’Appello di Parigi

Ieri la Corte d’Appello di Parigi ha respinto le richieste di estradizione per i 10 ex terroristi di estrema sinistra italiani che erano rifugiati nel Paese. La Chambre de l’Instruction della Corte aveva anche fatto riferimento agli articoli 8 e 6 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo.

La figlia di Guido Rossa: “Terroristi coccolati per decenni”

“Ci stupiamo di una cosa che si protrae da decenni: sono stati protetti, nascosti e coccolati. E forse adesso siamo oltre i tempi ragionevoli per prendere misure di tipo detentivo. Non mi aspettavo nulla di diverso” rispetto alla sentenza della Corte d’Appello di Parigi che ha respinto le richieste di estradizione per i 10 ex terroristi italiani. E’ quanto afferma Sabina Rossa, ex parlamentare e figlia di Guido, l’operaio dell’Italsider e sindacalista della Fiom, ucciso a Genova da un commando delle Brigate Rosse nel 1979.

“Penso anch’io che mettere in carcere una persona di 78 anni oggi non abbia alcun senso”, spiega Sabina Rossa trovandosi d’accordo con il commento di Mario Calabresi. Tuttavia, aggiunge, “sono interessata a conoscere le motivazioni della sentenza”.

Consap: “Decisione vergognosa”

“A volte la tempistica esalta l’illogicità”, afferma la Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia (Consap), con riferimento a quanto accaduto ieri in Francia, dove da una parte un tribunale decideva l’ergastolo per i terroristi degli attentati di Parigi mentre la Corte d’appello della stessa città negava per l’ennesima volta l’estradizione a chi ha ucciso in nome del terrorismo in Italia. “Nel paese d’oltralpe cambiano i tempi ma non la dottrina Mitterand– dichiara il Segretario Generale Nazionale della Consap Cesario Bortone – per il sindacato di polizia quella della corte d’appello di Parigi è una sentenza a dir poco vergognosa ed irrispettosa della giustizia italiana”. “Tra i terroristi a cui è stata negata l’estradizione figurano tra gli altri anche pluriomicidi come Roberta Cappelli, condannata in Italia all’ergastolo in isolamento per tre omicidi avvenuti a Roma, quello del generale dei carabinieri Enrico Galvaligi, ucciso l’ultimo dell’anno del 1980, dell’agente di polizia Michele Granato, e del vice questore Sebastiano Vinci. Narciso Manenti, condannato nel 1983 all’ergastolo per l’omicidio dell’appuntato Giuseppe Gurrieri; Marina Petrella, condannata come lei per l’omicidio del generale Galvaligi, del sequestro del giudice Giovanni D’Urso, avvenuto a Roma il 12 dicembre del 1980, e al rapimento dell’assessore regionale della Democrazia Cristiana Ciro Cirillo, avvenuto a Torre del Greco il 27 aprile del 1981 e nel quale furono uccisi due membri della scorta, per l’attentato al vice questore Nicola Simone (insieme a Cappelli e Alimonti); Sergio Tornaghi, condannato all’ergastolo, fra l’altro per l’omicidio di Renato Briano, capo del personale dell’aziendà’Ercole Marelli”. “Un caso a parte poi la questione del presunto mandante dell’omicidio Calabresi: Giorgio Pietrostefani da quello che il suo sodale Adriano Sofri ha definito: ‘vecchio uomo e nonnò, ancora aspettiamo di sapere la verità sul vile agguato costato la vita al Commissario Calabresi”, conclude Bortone.

30 Giugno 2022
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Il giornale
Più letto del mondo