Bologna
9:08 pm, 23 Giugno 22 calendario
4 minuti di lettura lettura

Bologna, Pride con polemica. Attese 50 mila persone

Di: Redazione Metronews
Bologna Pride
condividi

A Bologna torna il Pride, ma monta la polemica per l’esclusione dei lavoratori Lgbtq appartenenti alle forze dell’ordine e alle forze armate.

Bologna, Pride con polemica. Attese 50 mila persone

L’arcobaleno torna a splendere a Bologna, ma quest’anno qualche colore sarà meno brillante. Sabato è in programma il Pride. Sono attese oltre 50 mila persone che sfileranno per sostenere i diritti Lgbtq+. Ma l’edizione 2022 parte subito con le polemiche. La manifestazione infatti non sarà aperta a tutti. I grandi esclusi sono gli attivisti di “Polis Aperta”, l’associazione Lgbtq dei lavoratori di forze di polizia e forze armate. Il motivo di tale diniego – spiega con una nota Rivolta Pride – è di “critica aperta alle forze dell’ordine come istituzione e come luogo di riproduzione di violenza sessista, omolesbobitransfobica, abilista e razzista”. Gli organizzatori, inoltre, ricordano come le origini del movimento Lgbtq risalgono alla rivolta di alcuni gruppi omosessuali contro le violenze della Polizia avvenute il 28 giugno 1969 allo Stonewall Inn, un bar gay di New York.

Il partito Gay: «No alle forze dell’ordine è discriminatorio»

«Apprendiamo con sconcerto che il coordinamento del Pride di Bologna ha fatto divieto alle associazioni di forze dell’ordine e militari Lgbt+ di partecipare al Pride di sabato a Bologna con striscioni o bandiere delle loro organizzazioni, in quanto gli ambienti militari o delle forze dell’ordine sono sessisti e violenti. Ricordo agli organizzatori del Pride che le associazioni Lgbt+ in tale ambito servono proprio per sensibilizzare tali ambienti e tutelare i militari, poliziotti, etc, Lgbt+ e non solo, che sono spesso vittime di quel sessismo e di quella violenza, ancora oggi. Quindi la scelta degli organizzatori del Pride è chiaramente discriminatoria e contro i valori di inclusione del Pride». È quanto dichiara Fabrizio Marrazzo, portavoce partito Gay Lgbt+, Solidale, Ambientalista, Liberale.

«Il Pride non è di chi lo organizza ma è patrimonio di tutti, io stesso da quando ho organizzato il Pride di Roma del 2010 mi sono scontrato con associazioni ed attivisti Lgbt+ che non volevano associazioni di militari o non di sinistra Lgbt+, ed allora come oggi reputo sbagliate tali scelte, perché la comunità Lgbt+ è varia ed è presente in tutti gli ambienti e nessuno di noi può o deve escludere nessun membro che si riconosca nei valori del Pride. Cosa differente se parliamo di organizzazioni che sostengono pensieri o azioni discriminatorie, violente o antidemocratiche di qualsiasi tipo, ma non è questo il caso», conclude.

L’itinerario del corteo

La manifestazione prenderà il via alle 15,30 da piazza XX settembre, poi il corteo proseguirà per via Indipendenza, via dei Mille, piazza dei Martiri, via Don Minzoni, Porta Saragozza e arriverà in piazzale Jacchia, dove alcuni attivisti faranno i loro interventi.

23 Giugno 2022
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Il giornale
Più letto del mondo