Milano
6:20 pm, 20 Giugno 22 calendario
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Mascherina in metrò, molti ne sono privi. E nessuno controlla

Di: Redazione Metronews
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Usare la mascherina sui mezzi pubblici è un obbligo, almeno fino al 30 settembre prossimo. Lo dice il decreto-legge “Per la sicurezza e lo sviluppo delle infrastrutture, dei trasporti e della mobilità sostenibile”.  Una semplice verità che molti utenti dei mezzi pubblici milanesi sembrano però aver dimenticato. Basta infatti un breve viaggio su un qualsiasi convoglio della metropolitana per rendersi conto che almeno un terzo dei passeggeri è privo della necessaria FFP2. Non ce l’ha la signora 50enne leggermente sovrappeso («fa troppo caldo per indossarla»), né il giovane studente («fatti i c… tuoi»), né il manager ideologicamente contrario («Se non devo metterla sull’aereo, perché dovrei indossarla sulla metropolitana?»). Le scuse sono le più disparate, ma il risultato è sempre uguale: niente Dpi.

Una mancanza di rispetto (delle regole e del prossimo) che a Milano è un fenomeno relativamente nuovo, impensabile fino a pochi mesi fa. Un lassismo non scalfito dai dati sui contagi, in netta risalita. Recita infatti il bollettino odierno: 1950 nuovi positivi, un tasso di positività ai tamponi del 18,1%; 589 ricoverati in non intensiva (+33), 16 in terapia intensiva e 12 decessi.

E spesso è lo stesso personale Atm a non rispettare l’obbligo di legge. «Non possiamo farci nulla», risponde un agente di stazione di Garibaldi (anche lui senza mascherina), «non possiamo bloccare i passeggeri. Al limite possiamo “consigliare”, ma non bloccare. E poi ci sono gli annunci». In effetti, né il personale della società di trasporto, né gli agenti della Security di Atm, hanno i titoli legali per obbligare un passeggero a indossare il Dpi. Possono solo controllare se il passeggero ha un titolo di viaggio valido. Gli unici in grado di farlo, sono gli agenti della Polmetro, che però sono numericamente pochi e impegnati a combattere i reati predatori. E così sui treni, sui bus e sui tram vige la deregulation. Nei tempi “duri” della pandemia, i controlli erano effettuati da pattuglie miste polizia-security, ma, finita l’emergenza, quelle pattuglie sono state soppresse.

In superficie la situazione è un po’ differente: la settimana scorsa un autista ha fermato un bus della linea 55 all’altezza di piazzale Udine perché una passeggera, salita priva della mascherina, si rifiutava di indossarla. Al dipendente Atm, vista l’intransigenza della donna, non è rimasto altro che fermare il bus nel bel mezzo alla carreggiata, rifiutandosi di procedere, finché la legalità non fosse stata ristabilita. Una presa di posizione che ha raggiunto il suo scopo, anche per le proteste degli altri passeggeri. Una sorta di “sciopero per la legalità” impossibile in metrò. Sfortunatamente.

20 Giugno 2022
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