Milano
5:02 pm, 14 Giugno 22 calendario
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Ballottaggi a Como e Monza. Colpaccio del Pd a Lodi

Di: Redazione Metronews
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Un sindaco 25enne del Pd, Andrea Furegato, eletto al primo turno a Lodi col 59% dei voti; un ballottaggio tra il sindaco uscente, Dario Allevi (47,1%, cdx), e Paolo Pilotto (40,1%, csx), a Monza; un ballottaggio sospeso tra Barbara Minghetti (39,3%, csx) e Alessandro Rapinese, (27,4%, lista civica) oppure Giordano Molteni (27,1%, cdx), a Como. Giochi riaperti a Sesto S.G., dove il sindaco uscente Roberto Di Stefano col 49,4% ha mancato la rielezione al primo turno e il 26 giugno se la vedrà al ballottaggio con Michele Foggetta (38,2%, csx). Circa i partiti, il Pd tiene e si conferma primo partito (e fa il colpaccio a Lodi), la Lega perde molti voti a favore di Fratelli d’Italia (Fdi 12,7%, Lega 6,7% a Como; 12% Fdi, 8% a Monza), M5s quasi sparito.

Sono gli esiti delle elezioni amministrative in Lombardia. «Grazie a tutti. Grazie di cuore per la fiducia. Ci sarò ogni giorno, ogni ora, con tutta l’energia e la passione che ho. Sarò il Sindaco di tutte le lodigiane e di tutti i lodigiani». È la prima dichiarazione ufficiale, affidata ai social, di Furegato, dopo l’elezione. A Como, invece, per sapere chi sfiderà Minghetti si dovrà attendere il riconteggio. Tra Ripense e Molteni il distacco è di soli 74 voti, tuttavia due presidenti di sezione si sono rifiutati di firmare i verbali, a causa delle numerose schede contestate, che potrebbero cambiare gli esiti del primo turno.

I ballottaggi sono importanti, ma la partita grossa sono le regionali

Ma i risultati delle amministrative lanciano anche la corsa per le regionali. Nel centrodestra è apertissima la lotta su chi dovrà esprimere il candidato presidente, con il Carroccio che ha già candidato Attilio Fontana per un secondo mandato e una componente della coalizione che spinge affinché sia invece Letizia Moratti a correre. Inoltre peseranno i mutati rapporti di forza Lega e Fdi, che potrebbe pretendere di esprimere un candidato tutto suo.

Nel centrosinistra, invece, oggi è stato Carlo Calenda – reduce da una buona affermazione a livello nazionale, ma non in Lombardia –  ad aprire le polemiche. Da una parte ha ribadito il suo no a correre in un “campo largo” con Pd e M5s,  dall’altro ha ribadito la sua stima per Letizia Moratti. «Io di Letizia Moratti ho una buona opinione e penso che se a sinistra si dovesse candidare qualcuno di improbabile e che non prende voti, sarebbe un tragico errore. La Moratti potrebbe essere una candidata, ma non so quello che vuole fare», ha detto «Non si agitassero perché da un lato ci sarà Fontana e io spero dall’altro ci sarà Carlo Cottarelli (nome proposto da Calenda, ndr). Vinceremo perché altrimenti i lombardi sarebbero autolesionisti».

Interpellato sulla disponibilità di Cottarelli a correre alle regionali del 2023, il leader di Azione ha risposto: «Penso di sì, mi pare di aver capito di sì. Certamente diventerà indisponibile se cominceranno a dire che faranno le primarie nel 2038». Immediata (e piccata) la risposta dell’europarlamentare Pd, Pierfrancesco Majorino (uno dei papabili): «Il fatto che Calenda sia passato dal proporre Letizia Moratti a sostenere pubblicamente Cottarelli, mi pare un ottimo passo avanti. Spero non cambi idea. Mi auguro che d’ora in avanti si lavori tutti per unire e creare l’alleanza più ampia e combattiva possibile». «Ma soprattutto mi auguro che Calenda senza perdersi in strane polemiche sostenga con determinazione tutte le candidate e i candidati di centrosinistra presenti in Lombardia in vista dei ballottaggi – ha concluso Majorino -. Da qua alle elezioni regionali chi rompe l’alleanza, fa un favore alla destra».

14 Giugno 2022
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