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3:53 pm, 13 Giugno 22 calendario

I casi di Covid tornano a salire per le varianti di Omicron

Di: Redazione Metronews
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I casi di Covid torneranno a salire nelle prossime settimane perchè «il vantaggio di crescita riportato per le varianti Omicron 4 e 5 (BA.4 e BA.5) suggerisce che diventeranno dominanti in tutta l’Unione europea/Spazio economico europeo». È quanto evidenzia il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, Ecdc, in un aggiornamento epidemiologico su Sars-CoV-2 nell’area, che prende in considerazione le implicazioni dell’emergere delle due nuove sottovarianti di Omicron. «La maggior parte dei Paesi dell’Ue/See ha rilevato basse percentuali di BA.4 e BA.5, tuttavia molti hanno visto un aumento nelle ultime settimane. In Portogallo, BA.5 è diventata la variante dominante e le proporzioni crescenti di BA.5 sono state accompagnate da un aumento dei casi Covid», evidenzia l’Ecdc. Quanto sarà grande questo aumento di casi in Europa «dipenderà da vari fattori, tra cui la protezione immunitaria contro l’infezione, che è influenzata dai tempi e dalla copertura dei regimi di vaccinazione anti-Covid», fa notare l’agenzia dell’Unione, che fa il punto anche su quello che si sa rispetto alla gravità della malattia data da Omicron 4 e 5. «Sulla base di dati limitati – evidenzia – non ci sono prove che BA.4 e BA.5 siano associate a una maggiore gravità dell’infezione rispetto alle varianti circolanti BA.1 e BA.2». Tuttavia, precisa l’Ecdc, «come nelle ondate precedenti, un aumento complessivo dei casi di Covid può comportare un aumento dei ricoveri, delle terapie intensive e dei decessi».

Casi di Covid in aumento

I Paesi, è l’invito dell’Ecdc, «dovrebbero rimanere vigili rispetto ai segnali dell’emergere e del diffondersi di BA.4 e BA.5; mantenere» livelli di «test sensibili e rappresentativi e la sorveglianza genomica con report tempestivi» delle sequenze virali, «e rafforzare i sistemi di sorveglianza sentinella». I Paesi, incalza l’ente Ue, «dovrebbero continuare a monitorare i tassi di casi Covid, specialmente nelle persone di età pari o superiore a 65 anni, e gli indicatori di gravità» come ricoveri, terapie intensive, l’occupazione di questi reparti e i decessi. Rimane infine una priorità, conclude l’Ecdc, «il miglioramento dell’adesione alla vaccinazione anti-Covid, per quanto riguarda il ciclo primario e il primo booster nelle popolazioni che devono ancora riceverli». Si prevede inoltre «che saranno necessarie ulteriori dosi di richiamo per quei gruppi più a rischio di malattie gravi, in previsione di ondate future».

L’epidemia riprende forza

Con Omicron 5 «non è una situazione piacevole, dai e dai se riaumentano così i contagi poi ci saranno anche i casi gravi, è un attimo. I contagi ora sono intorno ai 25 mila al giorno? Sono sottostimati, saranno almeno 50 mila. E si può arrivare anche a 100 mila». Ne è convinto il professor Fabrizio Pregliasco, presidente Anpas e docente all’Università Statale di Milano. «La ripartenza della circolazione del virus pandemico è evidente. E, tra l’altro, c’è nonostante le condizioni ambientali siano migliori, grazie alla bella stagione che permette di stare molto all’aria aperta. Purtroppo restano anche gli assembramenti, in luoghi chiusi o anche aperti, senza mascherina, dove questo virus estremamente contagioso ha vita facile. E si propaga», aggiunge Walter Ricciardi, docente di Igiene all’università Cattolica e consigliere del ministro della Salute, Roberto Speranza. In questo momento, tra l’altro, «la situazione è critica in molte aree del mondo: India, Cina, Australia. Ci sono Paesi che hanno rialzi di contagio brutali. Per non parlare di Paesi europei come il Portogallo e la Germania, dove i numeri sostenuti da Omicron stanno risalendo. La pandemia non è finita, il virus è sempre più contagioso – avverte Ricciardi – le misure di sanità pubblica, insieme alle vaccinazioni, sono i perni per dare risposta. Se non si vaccina e non si attuano misure prudenziali, è chiaro che l’epidemia riprende forza».

13 Giugno 2022
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