himalaya
6:23 pm, 9 Giugno 22 calendario

Il ghiacciaio restituisce l’altro scarpone di Guenther Messner

Di: Redazione Metronews
scarpone Guenther Messner
condividi

Dalla valanga assassina al ritrovamento del secondo scarpone di Guenther Messner. Sono trascorsi quasi 52 anni per porre fine ad ogni dubbio e per sollevare il fratello Reinhold dalle pesanti accuse di aver abbandonato o, ancor peggio, «fatto morire» Guenther durante la discesa dalla vetta del Nanga Parbat, la montagna di 8.126 metri nel cuore dell’Himalaya. Il 29 giugno del 1970 i due fratelli sudtirolesi originari della Val di Funes, dopo aver raggiunto la vetta percorrendo una nuova via lungo il versante Rupal, stavano scendendo dal versante Diamir. Improvvisamente, a gettare sconforto e tanta tristezza sulla prima ascesa di un “Ottomila” di Reinhold, fu il distacco della valanga che travolse ed uccise Guenther, 24 anni, due anni più giovane. Ora il luogo del ritrovamento del secondo scarpone, esattamente dove si pensava fosse finita la valanga, conferma la dinamica di quella tragedia. Invece uno dei principali accusatori di Messner fu Karl Maria Herrligkoffer, medico bavarese, scomparso nel 1991 e che passò alla storia per aver guidato con rigore e severità diverse spedizioni alpinistiche. Secondo la tesi di Herrligkoffer, «Reinhold Messner abbandonò Guenther, allo stremo delle forze ed in precarie condizioni di salute, per una propria ambizione».

Lo scarpone di Guenther Messner

Ad annunciare il ritrovamento dello scarpone è stato lo stesso Reinhold oggi su Instagram: «La scorsa settimana, il secondo scarpone di mio fratello Guenther è stato trovato alle pendici del ghiacciaio del Diamir dalla popolazione locale. Dopo cinquantadue anni. La tragedia del Nanga Parbat rimane per sempre così come Guenther». Nel 2010 il produttore bavarese Joseph Vilsmaier girò il film “Nanga Parbat” sulla tragedia di Guenther. «Il ghiacciaio ha consegnato il secondo scarpone che mancava, ora non ci sono dubbi, è un’altra prova di quello che purtroppo è realtà per tutti quelli che hanno sognato di infamarmi affermando che io avessi non ucciso, ma quasi, mio fratello». Ha detto Reinhold Messner, primo alpinista ad aver raggiunto la sommità di tutte e quattordici le montagne sopra gli 8.000 metri presenti sulla terra. La prima vetta fu proprio quella del 1970 sul Nanga Parbat, l’ultima il 16 ottobre del 1986 quando l’alpinista altoatesino raggiunse gli 8.516 metri del Lhotse. «Ora lo scarpone ritrovato fuga ogni dubbio – ha aggiunto Messner – nel 2006 siamo andati con tutta la famiglia, purtroppo mamma e papà non ci sono più, ma sorella e fratello si sono tranquillizzati. Per 50 anni mi hanno messo sulla graticola, ora non mi arrabbio più. Lo scarpone verrà riportato a Rawalpindi e successivamente portato in Sudtirolo. Con la famiglia decideremo, poi, cosa farne».

9 Giugno 2022
© RIPRODUZIONE RISERVATA