Milano
5:15 pm, 7 Giugno 22 calendario
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Camici: la Procura ricorre contro l’archiviazione di Fontana

Di: Redazione Metronews
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La Procura di Milano ha depositato ieri presso la Corte d’Appello il ricorso contro la sentenza del gup Chiara Valori con cui, il 13 maggio scorso, sono stati prosciolti per “non luogo a procedere perché il fatto non sussiste” il governatore lombardo Attilio Fontana, il cognato Andrea Dini e altri tre indagati dall’accusa di frode in pubbliche forniture per il cosiddetto “Caso camici”. L’aggiunto Maurizio Romanelli e i pm Paolo Filippini e Carlo Scalas col ricorso chiedono di ribaltare la sentenza del Gup e insistono affinché i cinque imputati vengano mandati a giudizio (la decisione spetterà alla Corte d’Appello).

I motivi del verdetto favorevole a Fontana non convincono gli inquirenti perché lo stop alla fornitura pubblica sarebbe stato trattato dal giudice nelle motivazioni come una “questione privata”, non tenendo conto che uno dei contraenti era la centrale acquisti della Regione (Aria). Nelle repliche in udienza preliminare i pm avevano già rimarcato il fatto che il movente della presunta frode sarebbe stato proprio quello di coprire lo scandalo del conflitto di interessi. Per i pm, la presunta frode nella pubblica fornitura ha avuto inoltre «l’esito di posporre l’interesse pubblico» ad «interessi privati convergenti degli imputati», Attilio Fontana e suo cognato Andrea Dini, col concorso degli altri «chiamati a dare esecuzione alle disposizioni del Presidente della Regione Lombardia» e il tutto nel «pieno della pandemia da Covid».

I magistrati si riferiscono ai 25 mila camici che la società Dama (di proprietà del cognato e della moglie di Fontana) non ha mai consegnato alla Regione (la fornitura fu sospesa quando si venne a sapere dell’affare tra la società dei familiari di Fontana e il Pirellone), nonostante fosse impegnata da un contratto. ,E così in quei giorni «25 mila medici, infermieri e altri operatori sanitari» hanno dovuto lavorare «in assenza di un dispositivo di protezione», perché si è preferito «anteporre la salvaguardia dell’immagine politica» del Governatore. Lo scrive la Procura di Milano nel ricorso in appello.

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7 Giugno 2022
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