Teatro Milano
10:00 am, 31 Maggio 22 calendario

La Fame di Alice Redini tra le Nuove Storie all’Elfo

Di: Redazione Metronews
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TEATRO Il secondo appuntamento di Nuove storie vede in scena Alice Redini, autrice oltre che protagonista del monologo Fame, di scena dal 6 al 10 giugno nella Sala Bausch del Teatro Elfo Puccini.

«La fame è fisiologica e metaforica»

E’ la stessa Redini che parla dello spettacolo. «Resistere e guardare l’artista che resiste, in un tempo come questo, – dice l’autrice e attrice – mi commuove e dispera allo stesso tempo. Qualcuno la chiama resilienza, io la chiamo fame. Nel 1890 il Premio Nobel Knut Hamsun decide di intitolare Fame – Sult un capolavoro di naturalismo visionario. Il protagonista, giovane scrittore perdigiorno cerca di sopravvivere vendendo articoli giornalistici per pochi spiccioli in attesa di mostrare il suo genio letterario di cui è assolutamente certo, fino a trovarsi senza niente: senza una casa, senza cibo, solo con un paio di occhiali con montatura di ferro, una logora coperta e un mozzicone di matita. La fame, sia fisiologica che metaforica, è la presenza costante e ossessiva che lo porta a oscillare tra feroci depressioni e lisergiche euforie. Vaga per Christania, l’attuale Oslo, cercando di mangiare per riuscire a scrivere, e cercando di scrivere per poter mangiare».

«Il protagonista tra disperazione e comicità»

«Ormai ridotto a povero nullatente – prosegue Alice Redini – emarginato dalla società, vaga per la città tra intricate elucubrazioni e deliri solitari ostentando nell’indigenza un orgoglio che spesso sfocia in una ostinazione autolesionistica e tragicomica. E proprio nello scarto tra la disperazione e la comicità di questo personaggio risuonano grandi temi: come si sente un’artista? Quale ruolo ha nella società? Quale il senso del suo vagabondare alla ricerca di una ispirazione? In un momento storico che ha sospeso tempo, abitudini e risorse, mi chiedo: sono ancora affamata del mio lavoro? E’ la fame che dà un senso al mio lavoro? Posso raccontare la mancanza di appetito?

«L’affermazione d’essere dell’artista»

«In un tempo così straordinario – conclude la Redini – in cui la nostra inerzia è stata fermata da una pandemia mondiale e
oggi ci viene chiesto di ripartire, io non so dove andare, non ho direzione. Ferma a guardare dietro di me tutte le macerie di quello che avrei potuto essere, di quello che sarei potuta diventare. Ne nasce un monologo comico, esilarante, a tratti grottesco e al contempo autentico e schietto; una disperata affermazione d’essere dell’artista in un continuo cortocircuito tra il personaggio del romanzo e il personaggio che sulla scena lo narra. Un flusso di coscienza, il delirio solitario del protagonista di Fame che, senza soluzione di continuità, diventa quello dell’attrice in scena: una riflessione disperata, estremamente ironica, tragicocomica».

Info: https://www.elfo.org/

31 Maggio 2022 ( modificato il 30 Maggio 2022 | 17:51 )
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