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1:33 pm, 25 Maggio 22 calendario

Crisi del grano, la Russia «è pronta al dialogo con tutte le parti»

Di: Redazione Metronews
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Crisi del grano, la Russia «è pronta al dialogo con tutte le parti». Lo ha dichiarato il viceministro degli Esteri russo Andrey Rudenko, per risolvere la situazione delle navi di grano bloccate in Ucraina. Intanto 5 navi straniere hanno potuto lasciare il porto di Mariupol dopo lo sminamento. In Ucraina la guerra è arrivata al 91esimo giorno e nell’ambito dei diversi  pacchetti di sanzioni  dell’Ue alla Russia per l’aggressione all’Ucraina sono stati congelati sino a ora beni per 10 miliardi agli oligarchi russi. L’Oms lancia l’allarme colera a Mariupol.

La crisi del grano

«Siamo sempre pronti al dialogo con tutti coloro che si battono per la pace, per una soluzione pacifica di tutti i problemi. Lascio sulla sua coscienza la dichiarazione di Ursula von der Leyen», ha detto ai giornalisti a Mosca, commentando le dichiarazioni di von der Leyen, secondo la quale Mosca sta usando la questione alimentare come arma e ha invitato la Russia a dialogare sull’esportazione di grano dall’Ucraina. «Abbiamo ripetutamente affermato su questo tema che la soluzione al problema alimentare richiede un approccio globale, tra cui la rimozione delle sanzioni e restrizioni imposte alle esportazioni russe e alle transazioni finanziarie. Richiede inoltre all’Ucraina di sminare tutti i porti in cui sono attraccate le navi, La Russia è pronta ad aprire i necessari corridoi umanitario, cosa che fa ogni giorno», ha sottolineato Rudenko.

La risposta  Ue: servono azioni concrete

“Tutto ciò che proviene dal Cremlino oggi ha davvero poco credibilità, ogni annuncio non può essere ritenuto credibile a meno che non venga seguito da azioni concrete“, ha detto all’ANSA una fonte diplomatica europea commentando le parole di Rudenko. “Sono le azioni illegali della Russia ad aver creato questa crisi, sia energetica che alimentare”, sottolinea.

Di Maio: la guerra del grano può generare altre guerre

La guerra in Ucraina può generare altre guerre per quello che può accadere sui mercati dal punto di vista alimentare ed energetico”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri Luigi Di Maio intervenendo oggi alla seconda Festa dell’educazione alimentare della Coldiretti. L’insicurezza alimentare dopo la pandemia ha già colpito altre 100 milioni di persone nel mondo, e a questo, ha sottolineato Di Maio, si aggiunge il conflitto in Ucraina con il blocco delle esportazioni di grano. “In alcuni pasi africani – ha aggiunto – la dieta è strettamente dipendente dal pane e l’instabilità alimentare sta provocando instabilità politica”.

Il corridoio umanitario a Mariupol

Con un via libera alla partenza delle navi cargo straniere, si libera lo spazio nei magazzini per accogliere i nuovi raccolti di grano in arrivo tra poche settimane per un quantitativo di stimato di 19,4 milioni di tonnellate, circa il 40% in meno rispetto ai 33 milioni di tonnellate previsti per questa stagione; una cifra che collocano comunque l’Ucraina al sesto posto tra gli esportatori mondiali di grano. E’ quanto afferma la Coldiretti, in riferimento al corridoio umanitario aperto dalla Russia per consentire alle navi straniere di lasciare il porto di Mariupol e al primo treno merci con un carico di grano dall’Ucraina, arrivato in Lituania attraverso la Polonia, che inaugura la possibilità del trasporto ferroviario dei cereali.

L’Italia che dall’Ucraina acquista il 2,7% delle importazioni di grano tenero per un totale di 122 milioni di chili, ma anche il 15% del mais per 785 milioni di chili. Russia e Ucraina rappresentano insieme circa il 28% delle forniture mondiali di grano che sono in parte bloccati per la chiusura dei porti sul mar nero che impediscono le esportazioni con un impatto drammatico su 36 Paesi che dipendono da Mosca e Kiev per oltre la metà delle importazioni di grano, come Libano, Siria, Yemen, Somalia and Repubblica democratica del Congo, secondo la Fao.

25 Maggio 2022
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