Nostalgia
8:14 pm, 24 Maggio 22 calendario
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Martone, Favino e la Nostalgia di Napoli a Cannes

Di: Redazione Metronews
Martone
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È il giorno di Martone e Favino al Festival di Cannes 2022. Il regista presenta in Concorso il suo ultimo lavoro, Nostalgia, che vede protagonista l’attore di casa sulla Croisette.

Nel segno di Martone

«Chinatown di Polanski? Bellissimo pensarci, sono luoghi del cinema, dell’anima, e da questi quartieri labirinto gli esseri umani non escono. Mi affascinava del romanzo di Rea la possibilità di fare un film in un quartiere: non si svolge a Napoli, ma alla Sanità, una enclave che i napoletani conoscono poco». Così Mario Martone, per la quarta volta, e la seconda in Concorso, a Cannes con Nostalgia, tratto dal libro omonimo di Ermanno Rea. Nel 1995 portò in competizione L’amore molesto, anch’esso con matrice letteraria (Elena Ferrante) – poi nel 1998 Teatro di guerra nella sezione Un Certain Regard e nel 2004 nella sezione Quinzaine des Realisateurs L’odore del sangue – e ventisette anni dopo guarda ancora alla Palma, complici Pierfrancesco Favino, Francesco Di Leva e Tommaso Ragno.

Nell’adattamento, che Medusa porta in sala oggi 25 maggio in 450 copie, Felice Lasco (Favino) torna a Napoli dopo aver vissuto molti anni in Egitto per rivedere l’anziana madre che aveva lasciato all’improvviso quando era ancora ragazzo. Nella sua città si perde tra le pietre delle case e delle chiese del rione Sanità, nelle parole di una lingua che sente estranea. Ma che in realtà è la sua.

Tra Favino e Napoli

«Per me è stata una esperienza viscerale, emozioni, luogo e tempo in cui mi sono completamente perso. La Sanità – spiega Favino – è ammaliatrice, ho scoperto inedite libertà espressive, come Felice ho trovato cose di me». Felice sembra rapito da una strana malìa e irrompono in lui i ricordi di una vita lontana trascorsa con Oreste (Ragno), il migliore amico d’infanzia con il quale condivide un segreto. «Incontro dopo incontro, vita dopo vita, storia dopo storia, abbiamo finito per girare l’ultima scena chiedendoci quale era il senso. E non l’abbiamo più trovato. Forse non c’era, forse non c’è. C’è il labirinto, e c’è la nostalgia, che sono il destino di tanti, forse di tutti», continua il regista, anche sceneggiatore con Ippolita di Majo.

Rivelando assonanze personali con Nostalgia. «Uno fa un film così perché parti di sé risuonano, mia madre che non c’è più, mio padre che era pellicciaio».
A Favino ha «proposto il tuo film napoletano, di venire e farsi napoletano. Felice Lasco è personaggio molto atipico, no un eroe, è difficile capirne le motivazioni», l’attore gli ha risposto trovando ‘“il Sud del mondo dentro di me. La Sanità può essere qualsiasi luogo del mondo, Cairo, l’altrove, e l’altrove è sé stesso”.

Mix linguistico e culturale

Premesso che “non si può continuare a educare a vedere film in un elettrodomestico proprietà, bensì incentivare ad andare in una sala che non ti appartiene. Per me il cinema è solo in sala, perché in sala mi abbandono”, Favino spiega il mix linguistico del suo personaggio: «Arabo, italiano, napoletano, deve ritrovarsi e trovare quello che non sapeva più di essere. Non è una cadenza, ma una lingua, fatta di silenzi, ritmi, respiri e battito cardiaco».
La cosceneggiatrice Ippolita di Majo parla di “scarnificazione del romanzo cornucopia di Rea. Dovevamo far confluire la bellezza delle sue digressioni nella storia principale, inquadrare il sud del mondo derelitto e potente che troviamo dentro Felice, che ha un maschile molto femminile. Una cura che siamo abituati a vedere nelle donne».
Chiosa Di leva, che ritrova Martone dopo aver interpretato Barracano nel Sindaco del rione Sanità: «Ora faccio il parroco, e mi tocca l’altra sponda, il bene».

24 Maggio 2022 ( modificato il 25 Maggio 2022 | 13:23 )
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