Vaiolo delle scimmie
3:16 pm, 23 Maggio 22 calendario
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Vaiolo delle scimmie: primo caso in Toscana

Di: Redazione Metronews
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Registrato il primo caso di vaiolo delle scimmie in Toscana, il quarto in Italia: all’ospedale San Donato di Arezzo è ricoverato un uomo di 32 anni rientrato da una vacanza alle isole Canarie. L’uomo, residente ad Arezzo,  è in buone condizioni. Al momento sono due le persone in sorveglianza attiva dopo aver incontrato il giovane: un amico con cui ha preso un aperitivo il giorno prima del ricovero e il medico di base. “Sono 21 i giorni di osservazione. L’amico è già stato visitato e per il momento non presenta sintomi”, ha precisato Danilo Tacconi, primario di Malattie infettive. “Il paziente – ha spiegato – ci è stato inviato dal medico di base che lo ha visitato e lo abbiamo subito ricoverato e isolato. I tamponi inviati all’Istituto Spallanzani di Roma hanno poi confermato la sua positività al “monkeypox”, il vaiolo delle scimmie. Il paziente sta bene e presenta tutti i sintomi degli altri casi riscontrati in Italia”. Il 32enne è rientrato in Italia il 15 maggio scorso, con un aereo atterrato all’aeroporto di Fiumicino, dopo una vacanza alle isole Canarie.

Nel Lazio 15 persone in isolamento

Intanto “nel Lazio ci sono 15 persone in isolamento mentre i casi restano tre e si tratta di tre persone ricoverate allo Spallanzani in buone condizioni cliniche”. A dichiararlo l’Assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato. I 15 in isolamento sono contatti dei tre contagiati ai quali si è risaliti con il contact tracing.

Bucci: “Un virus in giro da 50 anni”

«Ogni anno, in Nigeria si registrano circa 3000 casi, con prevalenza in giovani maschi come osserviamo oggi, e questi sono solo quelli noti; più volte negli ultimi decenni, inoltre, si sono avuti outbreak da svariate centinaia di casi nel mondo, e le linee di connessione fra i genomi isolati in paesi diversi mostrano che si tratta di una sorta di «ribollire» continuo che va avanti da un bel pezzo. Insomma: stiamo osservando l’ultimo fotogramma di un film cominciato almeno 50 anni fa, con un virus che – come ha sostenuto Roberto Burioni – è un virus «vecchio”. Lo scrive su Facebook il biologo Enrico Bucci, adjunct professor della Temple University di Philadelphia, in merito all’allarme crescente per il vaiolo delle scimmie. «Non è il caso di preoccuparsi troppo – spiega Bucci – e bisogna invece attendere i dati, che non mancherò di segnalarvi». Al momento, conclude il biologo, «è il momento di studiare e approfondire bene nei laboratori, non quello di lanciare allarmi; come sempre, insomma, sereni ma vigili»

23 Maggio 2022
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