Vaiolo dele scimmie
4:09 pm, 21 Maggio 22 calendario
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Galli, Greco, Vella: «Il vaiolo delle scimmie non preoccupa»

Di: Redazione Metronews
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ROMA – Il vaiolo delle scimmie non preoccupa. Lo dicono esperti come Massimo Galli, già direttore del Reparto di malattie infettive del “Sacco” di Milano, l’epidemiologo dell’Istituto Superiore di Sanità Donato Greco e Stefano Vella, infettivologo della Cattolica di Roma.

Per Galli il vaiolo delle scimmie si autolimita

Per Galli, «Questa volta non mi fascerei la testa. Siamo, infatti, di fronte a un virus che non sembra avere le caratteristiche per mettere in piedi un’epidemia in ambito umano. Abbiamo a che fare con un virus a Dna, stabile rispetto a quelli a Rna, che somiglia a quello del vaiolo ma è tutta un’altra storia. E soprattutto questo patogeno non si è evoluto nella nostra specie, e nemmeno nelle scimmie a dire il vero. Per quello che sappiamo al momento: viene direttamente dal mondo animale, crea un certo numero di infezioni, poi si autolimita». Ad attenuare le preoccupazioni anche il fatto che, «di solito, nelle persone infettate le manifestazioni sembrano essere lievi. Negli Usa, quando nel 2003 c’è stato un focolaio con 70 casi, non c’è stato nemmeno un morto».

Per Greco è meno grave di una varicella

Per Greco, «nell’uomo il vaiolo delle scimmie è una malattia auto-estinguibile, cioè si risolve da sola in poche settimane ed è, come gravità, anche inferiore a una varicella. Anzi quest’ultima comporta una estensione delle vescicole su tutto il corpo e dà febbre elevata, mentre il vaiolo delle scimmie è quasi sempre molto localizzato, nei casi di cui parliamo in questi giorni a trasmissione sessuale, le pustole sono limitate alla zona dei genitali, senza febbre alta».

Per Vella la vaccinazione contro il vaiolo è uno scudo

Per Vella, «non siamo di fronte a una nuova pandemia. Il virus del vaiolo delle scimmie, è conosciuto, in Africa, da tempo. Non preoccupa particolarmente rispetto al rischio di propagazione perché per infettarsi i contatti devono essere molto stretti, come nei rapporti sessuali. Non ci sono gli stessi pericoli di una trasmissione aerea, che facilita la corsa del virus, come per Sars-Cov-2. A dispetto del nome, come già è stato spiegato in questi giorni -aggiunge Vella – non parliamo di un’infezione pericolosa come quella causata dal vaiolo. La malattia è lieve e abbiamo, nel caso si rendesse necessario, anche alcuni antivirali utilizzabili, per quanto non specifici. E da quanto ne sappiamo fino ad oggi, chi si è vaccinato contro il vaiolo potrebbe essere protetto».

21 Maggio 2022
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