Milano
4:31 pm, 17 Maggio 22 calendario

Il colosso logistico tedesco Schenker nei guai per subappalti alle ‘ndrine

Di: Redazione Metronews
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E’ stata disposta l’amministrazione controllata per 9 mesi della filiale italiana di DB Schenker, colosso tedesco attivo nei servizi di logistica integrata a livello globale, con oltre settantamila dipendenti e più di duemila sedi sparse nel mondo, 1500 solo in Italia.  Il commissariamento è stato deciso per i rapporti della società tedesca con una società colpita da interdittiva antimafia riconducibile a Nicola Bevilacqua, condannato definitivamente per associazione mafiosa di matrice ‘ndranghetista e contiguo ad una cosca operante nel vibonese. Il provvedimento è stato emesso dal tribunale di Milano, su richiesta dei pm della Dda Paolo Storari e Silvia Bonardi, dopo le indagini del nucleo di polizia economico-finanziaria della GdF e del gruppo investigazioni Criminalità organizzata dei Carabinieri di Como. Un provvedimento analogo anche per la Aldieri autotrasporti spa.

Indagine su Schenker partita da un carico di droga a Dover

L’inchiesta della Dda di Milano sulla Schenker Italiana è nata dal sequestro nel marzo 2020 di un carico di 30 chili di cocaina effettuato dalla polizia di frontiera inglese al porto di Dover. Il carico di droga era stato nascosto tra cinque bancali di prodotti caseari che erano stati portati due giorni prima nello stabilimento di Guanzate (Como) della Schenker dalla Fiuto Autotrasporti, la ditta «amministrata di fatto» da Nicola Bevilacqua.

Rapporti continuativi con il boss

«Il livello di confidenza e la conseguente capacità di influenza raggiunti dal Bevilacqua nei confronti di plurimi esponenti di Schenker Italiana traspaiono, in particolare, da una serie di telefonate significative dell’esistenza di rapporti molto stretti, pacificamente eccedenti quelli che ordinariamente intercorrono con un fornitore, significativi da un canto della gestione di fatto delle attività esclusivamente da parte del Bevilacqua». E’ quanto scrive il tribunale di Milano nell’ordinanza.  Per il tribunale di Milano “a prescindere dall’apporto, seppur non intenzionale, fornito da Schenker Italiana ad un’attività del tutto illecita, qual è il trasporto della sostanza stupefacente sequestrata al porto di Dover, e dalla riconducibilità o meno di tale ultimo fatto al Bevilacqua, la società ha non solo consentito ad un’impresa amministrata da Nicola Bevilacqua tramite prestanome di sviluppare un giro d’affari complessivo superiore ai due milioni di euro e di alimentare, con questa provvista finanziaria, qualsiasi intendimento (anche delittuoso) retrostante”. Non solo: “Gli ha dato anche l’opportunità di entrare in contatto con numerose realtà imprenditoriali, ivi comprese alcune di dimensione significativa; ne ha esteso notevolmente la rete di relazioni personali; ha conferito al Bevilacqua maggiori occasioni di penetrazione nel tessuto sociale ed economico di riferimento e di guadagnare risorse, visibilità e opportunità di concludere affari che altrimenti non avrebbe avuto, amplificandone così la pericolosità, la capacità di acquisire consenso sociale e di incidere sui territorio. Tutto ciò nel corso di rapporti che proseguono ininterrotti almeno dal 2017 ed hanno, dunque, connotati di stabilità”. Per ragioni c’è la necessità di un’amministrazione giudiziaria.

17 Maggio 2022
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