Milano
3:19 pm, 17 Maggio 22 calendario

La moglie Gemma: «Dopo 50 anni via il fango dalla memoria di Calabresi»

Di: Redazione Metronews
condividi

«E’ stato un lungo percorso, ma oggi finalmente l’immagine di Luigi Calabresi nel Paese corrisponde a quello che lui era veramente. Una persona onesta, appassionata che amava il suo lavoro. Oggi arrivata a questo punto della mia vita provo un senso di serenità e di grande pace anche grazie a tutti voi». Lo ha detto Gemma Capra, vedova di Luigi Calabresi, intervenendo in questura a Milano in occasione della scomparsa del marito, di cui oggi ricorrono i 50 anni.  Calabresi fu ucciso da un commando di Lotta Continua, secondo quanto stabilito alla fine di un lunghissimo iter giudiziario, il 17 maggio 1972, dopo una campagna aggressiva contro di lui, ritenuto responsabile della morte dell’anarchico Pino Pinelli, precipitato durante un interrogatorio in Questura subito dopo la strage di Piazza Fontana.  Alle cerimonie hanno partecipato anche il capo della Polizia di Stato Lamberto Giannini, il questore di Milano Giuseppe Petronzi, il prefetto Renato Saccone, l’arcivescovo Delpini.

La vedova di Calabresi: ora sono serena

«Io amo questo posto. E’ dove Gigi ogni mattina veniva a lavorare. Usciva di casa con il sorriso con la gioia perchè lui amava il suo lavoro, lo svolgeva con passione, quasi come una missione», ha aggiunto. «Dopo le manifestazioni di piazza – ha ricordato Gemma Capra parlando della Questura  – si dilungava a parlare con i giovani fermati per capire il perché di tanta rabbia e violenza. A volte convocava anche i genitori. Qualche volta passavo a trovarlo e lui sempre mi faceva visitare la questura, mi faceva vedere le novità, mi presentava i colleghi e tutte le persone che incontravamo, ci teneva a farmi conoscere chi lavora con lui, era la sua seconda casa». E ancora: «Sono passati 50 anni, un tempo lunghissimo, in cui Luigi Calabresi lo abbiamo sempre portato con noi perchè la memoria ha le gambe, non è statica, deve andare avanti. E’ stato impegnativo perché ci siamo dedicati a rendergli giustizia, non solo nelle aule dei tribunali dove abbiamo atteso fiduciosi la verità, ma ci siamo dedicati a ripulire la sua memoria dal fango gettato dalle calunnie e dalla campagne politiche di stampa degli anni 70».  Gemma Capra in questi giorni ha più volte parlato di perdono per gli autori dell’omicidio.

Domani si decidere su estradizione di Pietrostefani

«Domani a Parigi ci sarà un’udienza del tribunale per decidere se dare l’estradizione a Giorgio Pietrostefani, uno degli organizzatori dell’omicidio di mio padre. Devo dire la verità, è importante che ci siano questi segni ma che succeda dopo 50 anni fa anche una certa impressione. Noi ci siamo molto interrogati su questo, oggi a noi che un uomo di 78 anni malato vada in carcere non restituisce più niente. Importante dal punto di vista simbolico ma per noi non ha quasi più senso». Lo ha detto Mario Calabresi, figlio del commissario capo Luigi.
Interpellato dai cronisti se abbia perdonato l’ex militante di Lotta Continua, condannato a 22 anni come mandante dell’omicidio, Calabresi ha risposto: «Io non ho fatto il lavoro che ha fatto mia madre, che è un percorso di perdono. Io ho fatto un percorso di pacificazione e ho imparato a non coltivare la rabbia». (AGI)
Mi9/Mav

 

 

17 Maggio 2022
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Il giornale
Più letto del mondo