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3:06 pm, 12 Maggio 22 calendario

Sesto pacchetto di sanzioni alla Russia, Ue in stallo

Di: Redazione Metronews
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Sesto pacchetto di sanzioni alla Russia, Ue in stallo.  I ministri riuniti nel Consiglio Affari Esteri previsto per lunedì prossimo a Bruxelles potrebbero parlare del sesto pacchetto di sanzioni contro la Russia (presentato una settimana fa in Commissione,  ancora non è stato approvato), che prevede un embargo graduale sulle importazioni di petrolio da Mosca, se la situazione di stallo in cui si trova attualmente non verrà sbloccata prima. Lo conferma il portavoce del Seae Peter Stano. Il Consiglio, spiega il portavoce, ha in agenda un punto “sull’Ucraina, naturalmente”, ma è presto per dettagliare “esattamente su quali aspetti”, anche perché “le discussioni tra gli Stati membri continuano” e da qui a lunedì ci sono ancora “un paio di giorni”.  Il ministro francese per gli Affari europei, Clément Beaune, ieri ha detto che “si può avere un accordo entro la settimana”, è solo “una questione di giorni”. Il presidente Vladimir Putin citato dalle agenzie russe ha dichiarato oggi che le sanzioni imposte alla Russia sono in gran parte responsabili di una crisi economica globale.  

Sesto pacchetto di sanzioni alla Russia, il nodo Ungheria

L’Ungheria sta bloccando il pacchetto, ufficialmente perché avrebbe difficoltà di approvvigionarsi di petrolio da altri fornitori. Il piano di ripresa e di resilienza dell’Ungheria, per 7,2 mld di euro di trasferimenti, non è mai stato approvato dalla Commissione ed è bloccato dal 12 maggio 2021, quando è stato presentato, per la mancata rispondenza con le raccomandazioni specifiche per Paese, che per Budapest si focalizzano anche sulle carenze sotto il profilo dello Stato di diritto. In più nei confronti dell’Ungheria è stato attivato il meccanismo che tutela il bilancio Ue dalle violazioni dello Stato di diritto.

L’Ue ribadisce: “Pagare gas russo seguendo il decreto di Mosca viola le sanzioni”

“La posizione nostra è chiara ed è stata spiegata ai Paesi membri. La Banca centrale russa è sottoposta a sanzioni, pagare secondo quanto stabilito dal decreto del Cremlino violerebbe le sanzioni”. Lo afferma un portavoce della Commissione Ue, Tim McPhie, nel corso del briefing quotidiano a Bruxelles. Rispondendo ad una domanda in merito alle dichiarazioni del premier Mario Draghi ieri a Washington sui pagamenti in rubli che alcune aziende Ue potrebbero aver già fatto nei confronti di Gazprom, il portavoce ha aggiunto di “non fare commenti a riguardo”.

Berlino accusa Mosca: usa energia come arma

Il ministro tedesco dell’Energia, Robert Habeck, ha accusato la Russia di usare l’energia “come arma” dopo che Mosca ieri imposto sanzioni a 31 compagnie energetiche occidentali, tra cui Gazprom Germania, e alla luce della dichiarata riduzione dei flussi di gas verso l’Europa.
“La situazione sta peggiorando perché l’energia ora è utilizzata come arma in diversi modi”, ha affermato Habeck durante una conferenza stampa.

Sul fronte: continua l’assedio dell’acciaieria Azovstal

Intanto nel  78esimo giorno di guerra in Ucraina, l’esercito russo a Mariupol continua  ad assediare l’acciaieria Azovstal, dove sono asserragliati militari del battaglione Azov, tentando di bloccare le uscite dai passaggi sotterranei dell’impianto. Nonostante ciò, i soldati ucraini contrattaccano, secondo le news diffuse dal vice sindaco di Mariupol, Petro Andryushchenko, sul suo canale Telegram. Nessuna pietà per i militari del battaglione Azov asserragliati nelle acciaierie Azovstal a Mariupol. Parola del leader dell’autoproclamata Repubblica di Donetsk, Denis Pushilin, che ha confermato il tentativo russo di entrare nell’impianto e spiegato che non è prevista alcuna evacuazione dei militari che si trovano al suo interno.

12 Maggio 2022
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