Milano
5:13 pm, 3 Maggio 22 calendario
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Sala alla Milanesiana: «Non sarà il candidato al Pirellone»

Di: Redazione Metronews
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Sala non sarà il candidato del centrosinistra per la presidenza di Regione Lombardia. A dirlo oggi lo stesso sindaco di Milano, che a margine della presentazione della Milanesiana ha ribadito: «La mia candidatura è esclusa». Dal punto di vista del centrosinistra, ha detto Sala «credo che il tema sia se fare le primarie oppure no. Il punto è tenere insieme una coalizione larga, non sarà facile ma è su questo che stiamo lavorando. Rimane sempre l’obiettivo di arrivare a una decisione per l’estate». Sala ha parlato anche del candidato del centrodestra: «Penso che Fontana alla fine si ricandiderà, mi sembra abbastanza naturale che lo faccia. Dopodiché vedremo cosa succede», ha pronosticato.

Intanto dai microfoni di Un Giorno da Pecora, l’economista Carlo Cottarelli, uno dei papabili per la corsa al Pirellone, ha fatto sapere che l’ipotesi di candidarsi non sarebbe così sgradita. «Io candidato governatore Lombardia? L’ho letto sui giornali, per ora non ci penso proprio. Se me lo chiedessero insistendo ci penserei riflettendo – ha detto -. È sempre importante avere un ruolo pubblico, ma poi ci dovrei pensare per bene”.

L’assessore regionale Stefano Bruno Galli

Ma la presentazione de “La Milanesiana” ha avuto anche un fuoriprogramma. A offrirlo l’assessore alla Cultura della Regione Lombardia, Stefano Bruno Galli, giunto in ritardo al Piccolo Teatro Strehler di via Rovello perché è fermato essendo sprovvisto di mascherina FFP2. Lo ha raccontato lui stesso appena salito sul palco. «Trovo inaccettabile tenere la mascherina in teatro fino al 15 giugno, è una pervicace negazione della libertà» ha subito tuonato Galli, aggiungendo che «prolungare fino al 15 giugno l’obbligo di mascherina a teatro, quando fuori non la mettiamo più da nessuna parte, la trovo una forma di accanimento verso un settore che ha sofferto molto la pandemia». «Aveva senso quando avevamo i Pronto soccorso e le terapie intensive piene – ha concluso – ma adesso che abbiamo imparato a gestire la pandemia sembra una forma di accanimento». Dalla platea sono arrivati più fischi e buu che applausi, e l’assessore lombardo si è difeso, spiegando che il suo «sfogo non era connesso al fatto che mi hanno tenuto fuori perché non avevo la Ffp2».

3 Maggio 2022
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