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9:04 pm, 2 Maggio 22 calendario

Arriva bonus da 200 euro. M5S non vota per il termovalorizzatore

Di: Redazione Metronews
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Il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legge aiuti per famiglie ed imprese. I ministri del M5S non hanno partecipato al voto per protesta contro la norma per un termovalorizzatore dei rifiuti romani. “Sulla non approvazione del decreto per un disaccordo su una specifica norma sui poteri del commissario del Giubileo, non approvata dai M5S, siamo rimasti un pochino dispiaciuti. Mi auguro che questo non provochi conseguenze particolari e che si traducano in fibrillazioni generalizzate, spero si possa superare questo disaccordo in qualche modo”, ha commentato poi il premier Mario Draghi.

Draghi: “Servono strumenti eccezionali”

«C’è un clima di grande incertezza, ma il Governo è determinato e fa il possibile per dare un senso di vicinanza agli italiani. Il decreto legge aiuti difende il potere di acquisto delle famiglie, soprattutto le più deboli – ha detto il premier Mario Draghi – L’inflazione di aprile è al 6,2%, meno di marzo, ma siamo ai livelli più alti degli ultimi 30 anni. Senza il fattore energia, l’inflazione sarebbe al 2,9%. Si tratta di una situazione temporanea, quindi servono strumenti eccezionali». L’economia italiana «non è in recessione, ma in rallentamento. Il primo trimestre 2022 ha registrato un -0,2% rispetto al trimestre precedente, che però aveva registrato un +0,7%. Si tratta di un rallentamento, non di recessione».

Questo decreto “testimonia l’impegno del governo nel sostenere le famiglie, in particolare le più povere, e le imprese. Il provvedimento di oggi vale 14 miliardi, che si aggiungono agli oltre 15 miliardi precedenti: in totale quasi 30 miliardi, senza ricorrere a scostamenti di bilancio”, sottolinea il premier Mario Draghi in conferenza stampa. “L’incertezza – ha sottolineato il presidente del Consiglio – resta molto forte”.

“Il governo trova il suo senso nella protezione delle famiglie e nel sostegno alle imprese e resta pronto a tuti gli interventi dovessero essere necessari in caso peggioramento della congiuntura”.

Quello di oggi è un “provvedimento molto articolato”, che intende “difendere il potere di acquisto delle famiglie e la capacità produttiva delle imprese ma è molto articolato nel senso che si estende in molte aree “. “Approviamo molte liberalizzazioni importanti e riforme nel settore delle rinnovabili. Queste liberalizzazioni, queste semplificazioni ci permettono di affrontare la transizione ecologica e far fare quello che scatto negli investimenti sulle rinnovabili che contribuiranno a renderci più indipendenti dal gas russo”.

Bonus  200 euro a dipendenti e pensionati

Vale 6 miliardi il bonus da 200 euro per i lavoratori dipendenti e i pensionati con redditi fino a 35.000 euro. La cifra è stata fornita dal ministro dell’Economia, Daniele Franco. La tassa sugli extraprofitti delle imprese che operano nel settore dell’energia sale dal 10% al 25%. Lo annuncia il ministro dell’Economia, Daniele Franco, nel corso della conferenza stampa che segue l’approvazione da parte del cdm del decreto legge aiuti. Il bonus sociale esteso al terzo trimestre, che vale 6 miliardi di euro, spiega il ministro, sarà “finanziato con il proseguimento del prelievo straordinario sulle imprese produttrici, importatrici, rivenditrici di energia elettrica, gas e prodotti petroliferi per i quali si prevede un ulteriore prelievo del 15% sulla medesima base imponibile definita nel precedente intervento”.

Come verrà erogato il pagamento del bonus per i redditi più bassi una tantum, contenuta nel dl approvato oggi dal Cdm? “Sui pensionati non c’è molta difficoltà a capire come lo avranno, mentre per i lavoratori dipendenti saranno i datori di lavoro ad erogarlo, che lo recupereranno al primo pagamento di imposta utile. Non è che anticipano e non lo vedono più o lo rivedono dopo un anno, ma vengono ristorati al primo pagamento utile”.

Il bonus da 200 euro verrà pagato «non appena tecnicamente possibile», presumibilmente a luglio per i primi e tra giugno e luglio per i secondi.

Rigassificatori e carbone

“C’è una norma sui rigassificatori che è veramente cruciale. Perché l’obiettivo primario è quello di riuscire a trovare sorgenti di gas che ci consentano in tempi relativamente rapidi, eventualmente, di rimpiazzare i 29 miliardi di metri cubi che sono importati dalla Russia”. Così il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani durante la conferenza stampa dopo il Cdm. “Allo stato abbiamo concretizzato una serie di accordi che ci porteranno ad avere nei prossimi anni, da quest’anno con circa 2 miliardi di metri cubi fino al 2024-25 con 12 miliardi di metri cubi, del nuovo gas che fluirà nei nostri gasdotti; la restante parte sono 1,5 miliardi da questo semestre fino a quasi 13 miliardi al 2025 di Gnl”, spiega.

“C’è norma per il periodo transitorio sul carbone: sapete che per cercare di risparmiare un pò di miliardi di metri cubi di gas abbiamo deciso in un precedente decreto di continuare a utilizzare le 4 centrali a carbone in funzione che andavano progressivamente verso il phase out; le utilizzeremo ancora, ragionevolmente, per 18 mesi, massimo due anni senza aprire centrali già spente. Le manterremo in funzione al 100% con una deroga non alle emissioni europee ma solo a quelle nazionali”.

Rinnovabili, semplificazioni

“Il pacchetto comprende il completamento delle operazioni di semplificazione che si aggiunge a quanto fatto negli ultimi mesi. Abbiamo lavorato molto sul rendere più semplici e compatibili le procedure di valutazione di impatto ambientale e di valutazione dell’impatto paesaggistico per accelerare i tempi per le autorizzazioni. Ci sono diverse semplificazioni dal punto di vista dei procedimenti autorizzativi, alcune nuove interessanti iniziative come rendere molto semplice l’istallazione di nuovi impianti rinnovabili in aree come quelle militari e abbiamo semplificato gli allacci”, ha detto Cingolani. “Queste semplificazioni cominciano a dare effetti visibili, nei primi 4 mesi del 2022 sono stati autorizzati 2,5 GW di nuovi impianti sui 9 pervenuti”.

Scontro M5S e Pd sul termovalorizzatore

Un duro scontro nel corso del Consiglio dei Ministri si sarebbe consumato tra il Pd e il M5S, sulla decisione dei grillini di non votare il decreto aiuti e energia in polemica sulla norma che apre alla possibilità di realizzare il termovalorizzatore a Roma. Il capodelegazione dei M5S al governo, Stefano Patuanelli, avrebbe chiesto lo stralcio della norma, non ottenendolo. Da qui la decisione M5S  di non votare il decreto, su indicazione – riferiscono fonti di governo – del leader M5S Giuseppe Conte. E’ stata la scintilla per lo scontro coi Pd, che avrebbero chiesto agli alleati del fronte progressista di non votare la singola norma, contenuta nell’articolo 13, anziché non votare l’intero provvedimento.

“Avevamo chiesto che questi nuovi impianti, in linea con la normativa europea, fossero di nuova tecnologia, eco-sostenibili e non inceneritori come preannunciato più volte dall’amministrazione capitolina. Niente di tutto questo”, è la posizione del M5S.

Sarebbe stato proprio il premier Mario Draghi a tenere il punto in Consiglio dei ministri, respingendo la richiesta del M5S di scorporare la norma sull’inceneritore a Roma, un no – quello del presidente del Consiglio – che avrebbe spinto il M5S a non votare il dl aiuti e energia. Sulla possibilità di scorporare la norma, contenuta nell’articolo 13 del dl, avrebbero convenuto anche altri ministri, compreso – riportano fonti presenti alla riunione – il ministro della Cultura Dario Franceschini. Ma Draghi avrebbe tenuto il punto, tenendo dentro la norma.

Sensi (Pd): “Giobbe ce spiccia casa…”. Salvini: “M5S fuori dal mondo”

“La pazienza di Draghi, quella di Gualtieri, e del Pd. Giobbe ce spiccia casa“. Così Filippo Sensi del Pd su twitter dopo che i M5S non hanno votato il decreto aiuti in Cdm per contrarietà al termovalorizzatore a Roma.

Secco il leader della Lega Matteo Salvini: “Il M5S si conferma fuori dal mondo. Il no al termovalorizzatore di Roma è una posizione contro l’ambiente, contro il progresso, contro le città pulite e contro i cittadini”.

“Non se ne può più. Dopo lo scempio di Roma, dopo i disastri sull’energia, in mezzo a una guerra questi inetti perdigiorno continuano a boicottare il paese senza mai offrire una soluzione. Cancellarli. Ma subito», scrive su Twitter il segretario di Azione, Carlo Calenda,

2 Maggio 2022
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