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4:31 pm, 21 Aprile 22 calendario

«Via le mascherine al chiuso? Una scelta molto avventata»

Di: Redazione Metronews
mascherine al chiuso
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Togliere le mascherine al chiuso è un azzardo, non si può abbassare la guardia. È quanto sottolinea il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, commentando l’ultimo report Gimbe. «Ad una decina di giorni dal primo maggio, data in cui dovrebbe decadere l’obbligo delle mascherine al chiuso – ha spiegato Cartabellotta – tutte le curve (nuovi casi, ricoveri, terapie intensive, decessi) si mantengono in una fase di plateau con lieve tendenza alla flessione. Tuttavia, la circolazione del virus rimane ancora molto elevata: il numero di positivi, verosimilmente sottostimato, supera quota 1,2 milioni, i nuovi casi giornalieri si mantengono oltre 50 mila e il tasso di positività dei tamponi supera il 15%. Di conseguenza, abolire l’obbligo di mascherina nei locali al chiuso è una decisione molto avventata». Secondo Cartabellotta sono almeno tre le ragioni per non togliere l’obbligo dei dispositivi: «Innanzitutto, nei locali affollati o scarsamente aerati la probabilità di contagio è molto elevata; in secondo luogo, la vaccinazione offre una protezione parziale dal contagio; infine, ci sono milioni di persone suscettibili, non vaccinate o senza booster. È utile ribadire che la protezione individuale è massimizzata con la mascherina Ffp2 e non con quella chirurgica, poco efficace nei confronti di omicron».

«Mascherine al chiuso ancora necessarie»

Il monitoraggio della fondazione Gimbe rileva, nella settimana 13-19 aprile, «una netta riduzione dei nuovi casi (353.193 contro 438.751) in tutte le Regioni». Ma è un dato «su cui pesa il sensibile calo dell’attività di testing. Sono 72 le province con incidenza superiore a 500 casi per 100 mila abitanti. occupazione dei posti letto stabile in area medica (+7) e in riduzione nelle terapie intensive (-41). Sono in calo anche i decessi (861)». «Dopo due settimane di lieve riduzione – ha sottolineato Nino Cartabellotta – appaiono in netto calo i nuovi casi settimanali (-19,5%), che si attestano a quota 353 mila con una media mobile a 7 giorni che scende intorno ai 50 mila casi: numeri condizionati da una riduzione di oltre il 20% dei tamponi in conseguenza delle festività pasquali».

Quarta dose del vaccino al palo

In Italia «sono 4,2 milioni le persone non vaccinate e 2 milioni senza terza dose». Lo rileva il monitoraggio della Fondazione Gimbe nella settimana 13-19 aprile. «Al 20 aprile sono 6,89 milioni le persone che non hanno ricevuto nemmeno una dose di vaccino, di cui 2,69 milioni temporaneamente protette in quanto guarite da Covid-19 da meno di 180 giorni: le persone attualmente vaccinabili sono dunque circa 4,2 milioni», precisa la Fondazione. Secondo i dati della Fondazione Gimbe, la «quarta dose è stata somministrata solo a 1 immunocompromesso su 10» c’è stata «una partenza in sordina (0,7%) per gli ulteriori 4,4 milioni». «Che la campagna vaccinale sia ormai al palo – ha ribadito Cartabellotta – è un dato di fatto, nonostante 4,2 milioni di persone vaccinabili con prima dose e 2 milioni con dose booster. I tassi di copertura vaccinale, infatti, nell’ultimo mese hanno registrato aumenti irrisori».

21 Aprile 2022
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