Barletta
7:45 pm, 16 Aprile 22 calendario

Barista ucciso a Barletta, proiettili anche nel cuore

Di: Redazione Metronews
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BARLETTA I tre proiettili che hanno ucciso il barista 43enne Giuseppe Tupputi lo scorso 11 aprile a Barletta lo hanno colpito agli organi vitali, fortemente vascolarizzati, provocando un’emorragia interna, che ha causato il decesso. A confermarlo è stata l’autopsia svolta da Sara Sablone, avvenuta all’interno dell’Istituto di Medicina legale del Policlinico di Bari.

L’assassinio del barista dopo un banale litigio

Le ogive sono state estratte intatte da cuore, polmoni e addome. Il barista di Barletta è stato ucciso dopo un banale litigio avvenuto nel bar Morrison Revolution, di cui era titolare, alla periferia della città.

Tupputi era disarmato dietro il bancone. Le immagini di videosorveglianza e le indagini della polizia hanno individuato nel 32enne pregiudicato Pasquale Rutigliano il presunto responsabile del gesto.

Rutigliano è in carcere con l’accusa di omicidio volontario, porto abusivo di arma da fuoco e violazione della sorveglianza speciale. I funerali del barista di Barletta avranno luogo martedì 19 aprile alle 16 nella chiesa Cuore Immacolato di Maria, nel quartiere Barberini, a pochi passi dal bar dov’è avvenuta la sparatoria.

Per i funerali dichiarato il lutto cittadino

In quella giornata, «rappresentando il cordoglio della città», il commissario prefettizio di Barletta, Francesco Alecci, ha disposto il lutto cittadino. Le attività commerciali esprimeranno la loro partecipazione evitando attività ludiche, ricreative e musicali. A Palazzo di città ci saranno bandiere a mezz’asta.

«La comunità parrocchiale del “Cuore Immacolato di Maria” si stringe intorno alla famiglia Tupputi per la morte violenta di Giuseppe – scrive la Parrocchia del Cuore Immacolato di Maria sulla sua pagina Facebook -. Il Signore doni alla sua anima la vita eterna e la consolazione ai familiari».

«Siamo indignati – dice il parroco Don Leonardo – dinanzi a un altro atto di violenza e morte che ha colpito la nostra città e una famiglia del nostro quartiere. Si auspica un’ulteriore presa di coscienza da parte di tutti a combattere il male con il bene, e anche una decisa e forte azione educativa da parte delle istituzioni verso quanti seminano paura e violenza attraverso un’educazione alla legalità e alla civiltà. Non dimentichiamoci che il Vangelo ci invita a pregare per la conversione del cuore, di questi fratelli, al bene e all’amore».

16 Aprile 2022
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