Tv Rai1
5:00 am, 4 Aprile 22 calendario

Nero a metà 3, «Malik indaga anche per Alba»

Di: Patrizia Pertuso
condividi

TV Un gradito ritorno quello di Nero a metà da stasera su Rai1. La fiction, giunta alla sua terza stagione, verrà trasmessa per sei serate e dodici episodi: i primi sei sono diretti da Claudio Amendola, che torna a vestire i panni del commissario capo Carlo Guerrieri; gli altri hanno alla regia Enrico Rosati.

Il cast di Nero a metà 3

Accanto ad Amendola/Guerrieri torna Rosa Diletta Rossi su Rai1 (https://www.rai.it/rai1/) ad interpretare Alba, l’anatomopatologa figlia del commissario che lavora con Angela Finocchiaro alias Giovanna Di Castro. Nella sede del commissariato romano ci sono Fortunato Cerlino che interpreta Mario Muzo, Alessandro Sperduti nei panni di Marco Cantabella e Margherita Vicario in quelli di Cinzia Repola. L’altra metà di Amendola/Guerrieri era ed è ancora Miguel Gobbo Diaz, ovvero Malik Soprani, primo attore black ad interpretare il ruolo positivo di un poliziotto.

L’intervista a Miguel Gobbo Diaz/Malik Soprani

Signor Diaz, il suo personaggio nel corso delle tre stagioni è cresciuto molto. Chi è oggi Malik?
«Sicuramente è un ragazzo che continua ad evolversi: è diventato un uomo grazie a quanti gli sono stati intorno ed hanno ovviamente contribuito alla sua crescita personale. Malik è cambiato anche nel modo di lavorare: oggi sa cosa significa far parte di un gruppo e capisce bene cosa è l’amore».

A proposito di amore, le rivolgo subito una domanda che so essere il cruccio di molti fan: Malik tornerà con Alba?
«Lui ci sarà sempre per Alba perché tra i due si è sviluppato un legame profondo, molto intenso. E proprio questo legame porterà alcune tensioni e alcune conseguenze nella sua vita, esattamente come succede nella vita reale in cui ci si ritrova a non poter fare a meno di certe persone».

Di quali persone non può fare a meno Miguel Gobbo Diaz nella vita reale?
«Tante: i genitori, la sorella, la ragazza… Senza amore non è facile vivere, serve la passione».

Nella fiction col passare delle stagioni, Malik sembra essere molto più razionale che passionale…
«Vero. Malik cerca di fare le sue scelte in maniera responsabile e quindi quando serve è una persona molto razionale. Vedrete poi cosa succederà…»

Un “assaggino”?
«Non posso dire niente altro. Vedrete».

Vedremo. Malik e il commissario Guerrieri avete sempre rappresentato in qualche modo due metà abbastanza complementari. In questa terza stagione, però, Guerrieri sarà molto coinvolto emotivamente perché tutto ruota attorno alla sparizione della ex moglie e, quindi, coinvolge anche sua figlia. Malik diventa la metà più “forte”?
«I due personaggi hanno trovato un equilibrio. Malik è comunque sempre molto legato ad Alba, la figlia del commissario, ed essendo coinvolta anche lei in prima persona, lui non potrà far altro che starle accanto finendo per essere preso tanto quanto Carlo. Diciamo che ognuno è al servizio dell’altro».

Per Emergency ha lavorato in Capitan Didier, uscito lo scorso anno poco tempo dopo la morte di Gino Strada e presentato poi al Festival del cinema di Roma. Ora con Malik interpreta il papà di un bambino adottato: sta facendo le prove per diventare papà?
«Chissà… Per Emergency ho interpretato il personaggio di un padre che dall’Africa cresce suo figlio in Italia per spiegare il problema dell’integrazione. In  Nero a metà ho scoperto che essere padre ti fa sentire molto più responsabile: la tua vita e i tuoi tempi non esistono più; ci sono solo quelli di tuo figlio».

Quindi ha in cantiere un figlio?
«A giugno compirò 33 anni. Di sicuro è bello pensare di creare una famiglia ma serve tempo. Vedremo».

So che le riprese di questa stagione sono finite nello scorso agosto. State già lavorando sulla quarta stagione?
«E chi lo sa! Prima facciamo iniziare la terza, poi si vedrà».

Concludo l’intervista con la domanda di rito: progetti per il futuro?
«Mi sto dedicando alla scrittura di testi per il teatro da rappresentare in Veneto, a casa mia: testi che vorrei fondessero l’italiano e il dialetto veneto per sottolineare l’importanza dell’inclusività, dell’assenza di pregiudizi, del vedere sempre il lato positivo e la fortuna che abbiamo nel poter osservare le cose belle intorno a noi».

Qual è la cosa più bella che Miguel vede intorno a sé?
«Se ne dovessi scegliere solo una direi la mia famiglia. Se mi dà la possibilità di citarne due, gli amici».

PATRIZIA PERTUSO

 

4 Aprile 2022
© RIPRODUZIONE RISERVATA