pesci d'aprile
12:09 pm, 1 Aprile 22 calendario

I Pesci d’Aprile meteorologici, dalle grigliate alle pecore

Di: Redazione Metronews
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I Pesci d’Aprile spesso e volentieri hanno preso di mira le previsioni meteo. Arriva il Ciclone Polare e porta la neve quasi in pianura. Un Pesce d’Aprile? Chissà, a noi sembra credibile, i modelli meteorologici sono concordi, ma di scherzi simili ne sono stati invece inventati molti nella storia. Una famosa tv, ricorda Ilmeteo.it, «dichiarò con autorevolezza il divieto di grigliate confermando che 1,5 kg di carne produceva tanta CO2, anidride carbonica, come 7 automobili a 60 km/h per 50 km; da ricordare poi il famoso documentario della BBC del 1957 sull’albero degli spaghetti, prelibati frutti del Ticino Svizzero. Ci sono stati così tanti scherzi nella storia recente che, in confronto, la neve prevista quasi in pianura fa decisamente meno scalpore». IlMeteo.it ha preparato un podio con i Pesci d’Aprile meteorologici più clamorosi. Al terzo posto: “Evacuazione di Atene per smog”. Nel 1982 la Radio nazionale greca dichiarò l’obbligo di evacuazione istantanea di tutta la città di Atene per livelli di inquinamento troppo alti. Lo scherzo venne confessato 3 ore dopo quando molte persone erano fuggite ed il panico diffuso. Seguirono dei licenziamenti alla radio greca.

Pesci d’Aprile e cieli blu

Al secondo posto: “Il cielo sta diventando meno blu”. Nel 2001 l’università di Amsterdam riportò sul tabloid britannico Mail on Sunday che il “Coefficiente di Bluezza” era diminuito a causa delle polveri e del buco dell’ozono, invitando le persone a guardare il cielo in modo fisso dalle 10 alle 12. Ma al primo posto si piazza: “I cambiamenti climatici non sono dovuti alla CO2 ma alla diminuzione delle pecore”. Nel 2007 il sito meteo RealClimate.org pubblicò questo importante lavoro del New Zealand Institute of Veterinary Climatology: «Le pecore con il loro colore chiaro riflettono i raggi del sole e mantengono un clima più fresco, la diminuzione del loro numero causa l’assorbimento dei raggi da parte del terreno, più scuro, e un aumento delle temperature. Ed è un effetto a catena, perchè con temperature più elevate non ci sarà più bisogno delle pecore e della loro lana, così il riscaldamento aumenterà ancora di più fino a valori tipici del pianeta Venere, 470 C!» A questo punto, sottolinea IlMeteo.it «avendo ricordato alcuni scherzi storici del Primo Aprile, potremmo pensare che anche la nostra previsione di neve e gelo sia un grosso Pesce! Invece no, ancora oggi i modelli matematici prevedono la neve fino alle Porte di Roma, sulle colline fiorentine ed umbre, copiosa sull’Appennino fino a 300-500 metri. Ed il freddo e l’intensità delle precipitazioni potrebbero regalare qualche fiocco isolato anche in pianura al centro-nord».

 

1 Aprile 2022
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