Grano
2:59 pm, 7 Marzo 22 calendario
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Nuovo record per il prezzo del grano

Di: Redazione Metronews
Grano alle stelle
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Non solo metalli, gas e petrolio. Le tensioni innescate dal protrarsi della guerra in Ucraina impattano anche su alcune delle più importanti materie prime alimentari con un’offerta più limitata. Il conflitto solleva infatti problemi di approvvigionamento a lungo termine. Volano i prezzi del grano e dell’olio di palma. Rialzi anche per riso, zucchero e mais.
In particolare il grano tocca i massimi di 14 anni, al top da marzo 2008. I futures sul grano di Chicago sono saliti del 7,5% a 12,59 dollari per bushel (il bushel è la misura di capacità per aridi e liquidi usata nel Regno Unito e per soli aridi negli USA e in Canada, corrispondente a circa 35,239 litri).  Da quando la Russia ha lanciato la campagna che chiama «operazione militare speciale» il 24 febbraio, i mercati delle materie prime sono aumentati. Il mercato del grano è salito di oltre il 40% la scorsa settimana, il suo più grande aumento settimanale.
Il mais è salito del 2,7% a 7,75 dollari a bushel, la soia è salita del 2,1% a 16,95 dollari a bushel: entrambi sono ai massimi da settembre 2012. «Finchè i combattimenti in Ucraina non finiscono, non ci si può aspettare che le esportazioni di grano e mais dall’Ucraina e dalla Russia riprendano», ha detto un trader europeo.
La Russia e l’Ucraina forniscono anche l’80% delle esportazioni mondiali di olio di girasole, che compete con l’olio di soia. Balza anche l’olio di palma (+5,19%). I porti ucraini rimangono chiusi e i commercianti sono riluttanti a commerciare il grano russo dopo le sanzioni occidentali, così gli acquirenti stanno cercando fornitori alternativi.
La domanda di esportazione di grano dell’Unione europea è aumentata la scorsa settimana e ci si aspetta che continui a crescere

L’Ungheria blocca l’export di grano

L’Ungheria ha deciso di bloccare l’export di grano. “Notizia gravissima sulla sicurezza alimentare globale dell’Europa”: così Luigi Scordamaglia, consigliere delegato di Filiera italia commenta la norma «solo apparentemente tecnica» con cui l’Ungheria vieta le esportazioni di cereali dal suo territorio verso qualsiasi destinazione. Norma che «mette a serio rischio l’approvvigionamento di tali prodotti verso il mercato comunitario ed in particolare verso il nostro Paese». Per questo Filiera Italia chiede l’intervento dell’Ue.
Scordamaglia ricorda che ogni anno l’Italia importa dall’Ungheria oltre 600 milioni di euro di cereali ( dato 2021) prevalentemente grano e poi mais.
«Un dato fortemente preoccupante – spiega ancora Scordamaglia – se prevediamo che dall’Ucraina importiamo 190 milioni di euro di tali prodotti come Italia e che la chiusura del Mar Nero e le tensioni nella logistica e nei container globali stavano già interrompendo i flussi di approvvigionamento del mercato»

 

7 Marzo 2022
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