Petrolio
3:12 pm, 3 Marzo 22 calendario
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Volano i prezzi di petrolio e gas

Di: Redazione Metronews
Prezzo del petrolio alle stelle
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L’energia per illuminare, riscaldare e far camminare il Pianeta è alle stelle. Ed è soltanto una delle conseguenze della guerra in Ucraina. Intanto l’Opec+  – l’alleanza di 23 nazioni produttrici di petrolio guidata da Arabia Saudita, che include anche la Russia – decide un aumento modesto della produzione di petrolio a 400mila barili al giorno, scegliendo di fatto di non prendere in considerazione gli effetti del conflitto nel cuore dell’Europa. In casa nostra, i benzinai denunciano le difficoltà e si dicono allo stremo. Ed è Assopetroli-Assoenergia a lanciare l’allarme dei distributori sul calo dei carburanti e sulla scarsa disponibilità negli ultimi giorni.

I futures del petrolio Brent sopra i 112 dollari

Il prezzo dei futures del petrolio Brent supera la soglia dei 112 dollari scambiando (a 112,76 dollari al barile in rialzo del 7,42%), raggiungendo un livello che non si vedeva da aprile 2014. Il gas in Europa incrementa il prezzo del 14,24% a 139 euro al Megawattora (con picchi di 140 euro). E, per via delle sanzioni Ue e del forte nervosismo sui mercati, fa molto rumore il tonfo in Borsa per Gazprom nel listino a Londra. Un aumento della produzione di petrolio avrebbe, almeno in teoria, potuto attenuare questa impennata. Era forse questo che ci si aspettava dall’Opec+: un incremento della produzione avrebbe infatti (forse) potuto raffreddare lo scenario dei mercati e mitigare la corsa verso l’alto dei prezzi. Invece dalla riunione è stato confermato quanto era già nell’aria sul meccanismo di adeguamento della produzione mensile, alzando la produzione a 400mila barili. Inoltre la prossima riunione è stata fissata il 31 marzo.

 In Italia la federazione dei benzinai parla di “categoria allo stremo; non si può continuare a far fronte a questi rialzi”. Per esempio la benzina e il diesel a 2 euro al litro sono insostenibili per “la tenuta. Non si riesce più nemmeno a fare scaricare il carburante che, quando arriva al gestore, ha sempre un prezzo più alto rispetto al giorno precedente”. A questo si aggiungono “le spese energetiche per gli impianti”, specie di notte. Scendono poi in campo i consumatori che puntano il dito contro la decisione dell’Opec+, definita “a dir poco irresponsabile” e che “non tiene in nessun conto dello scoppio della guerra in Ucraina, delle tensioni sui mercati internazionali e dell’eventuale blocco delle esportazioni russe”.
La situazione è grave per i distributori – sia per la rete stradale sia per l’ingrosso – che attraverso Assopetroli-Assoenergia fanno sentire la propria voce per la scarsa disponibilità dei carburanti, specie negli ultimi giorni in seguito all’acuirsi del conflitto in Ucraina.

Tensione sul prezzo del grano

Dopo aver corretto nuovamente i massimi storici, resta la tensione sul prezzo del grano sulla Borsa merci di Chicago, quella di riferimento mondiale: i futures sul frumento, del quale l’Ucraina è uno dei maggiori esportatori mondiali, crescono del 5% rispetto a ieri, contro un aumento del 7% registrato in avvio. Il loro valore è a 1.111 dollari per un equivalente di 5.000 bushel, l’unità di misura anglosassone utilizzata per questo genere di materie prime, contro i 1.134 dollari di massimo della giornata. Più calmo il mais, piatto a 732 dollari dopo un prezzo più elevato di seduta a quota 751.
Quotazioni dell’oro sempre alte ma ferme sui livelli della vigilia: il metallo prezioso è a 1.928,27 dollari l’oncia con un calo dello 0,02%.L’inflazione nella zona Ocse è continuata ad aumentare per raggiungere il 7,2% nel gennaio 2022, il tasso più elevato dal 1991, dopo il 6,6% di dicembre e solo l’1,6% di gennaio 2021. Si tratta del tasso di inflazione più elevato dal febbraio 1991, scrive l’organizzazione per lo sviluppo e la cooperazione economica internazionale. L’inflazione dell’Italia, precisa l’organismo, è stata del 4,8% a gennaio contro il 3,9% di dicembre, un aumento di 0,9 punti percentuali, tra i piu’ importanti incrementi di tutti i Paesi Ocse.

3 Marzo 2022
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