Animali
5:00 am, 23 Febbraio 22 calendario

L’invasione dei parrocchetti a Roma

Di: Patrizia Pertuso
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UCCELLI Roma caput mundi e non solo. Da tempo la Capitale è letteralmente invasa da specie animali quasi “aliene” alla vista nei parchi della città e non solo. Oltre alle note famigliole di cinghiali e cinghialetti che scorrazzano liberamente nei campi e nelle strade, nel cielo di Roma sono arrivati già da tempo i parrocchetti, pappagallini con il becco rosso e un collarino nero (detti parrocchetti dal collare, provenenti dall’Asia – https://it.wikipedia.org/wiki/Psittacula_krameri) o con il becco più chiaro e il corpo verde (parrocchetti monaci, “importati” dal Sud America – https://it.wikipedia.org/wiki/Myiopsitta_monachus).

I secondi sono più numerosi dei primi, ma entrambi si mostrano particolarmente arroganti con gli altri uccelli: occupano interi alberi mettendo in fuga tutti gli altri volatili. E non è tutto. Arrivati in Italia presumibilmente attraverso il commercio illegale, i parrocchetti, oltre a non permettere a nessuno di avvicinarsi all’albero che hanno scelto, costruiscono nidi che, in realtà, sono veri e propri condomini: in uno solo convivono diverse famiglie e, considerando che ciascuna femmina può far nascere quattro piccoli alla volta, la comunità si allarga facilmente.

Si tratta di una specie molto resistente che non subisce gli attacchi di grandi predatori, fatti salvi i falchi pellegrini. Che però devono riuscire a raggiungerli: perché loro, i parrocchetti, volano molto velocemente.

Non hanno nemmeno grandi problemi di alimentazione: mangiano tutto quello che trovano sugli alberi e non solo lasciando spesso gli altri uccelli a digiuno. Arroganti ed egoisti. Pur sempre da rispettare.

I rimedi adottati per contenere i parrocchetti

Contro il proliferare di parrocchetti a Roma c’è fino al primo marzo un unico rimedio: potare quanto più possibile i rami degli alberi in modo che questa specie di uccelli non possa “occupare” ogni spazio disponibile. Ma dopo il primo marzo entrerà in vigore nella Capitale il divieto di potatura. Quindi i parrocchetti saranno liberi di tornare a costruire i lori nidi dove vorranno.

Per la scelta della “casa” non si creano grandi problemi: qualsiasi zona va bene anche se Villa Borghese e le altre ville capitoline restano le preferite, i parrocchetti non disdegnano gli alberi di periferia.

I loro nidi “condominiali”, creati accuratamente, diventano, alla fine dell’opera di costruzione, molto pesanti. E il rischio è che cadano dall’albero, schiantandosi su qualche automobile o, peggio ancora, investendo il passante di turno. Provate ora a dire: “Don’t look up”.

PATRIZIA PERTUSO

23 Febbraio 2022
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