Torino
6:06 pm, 8 Febbraio 22 calendario
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Maxi truffa a Torino: reddito di cittadinanza illegale per 960 persone

Di: Redazione Metronews
Reddito di cittadinanza
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La polizia municipale di Torino ha scoperto una maxi truffa che ha portato alla denuncia di 960 persone che percepivano il reddito di cittadinanza senza nemmeno essere residenti in Italia. Ai soggetti coinvolti è stato immediatamente revocato il sussidio, per il quale lo Stato avrebbe elargito loro 6 milioni di euro.

Maxi truffa a Torino: reddito di cittadinanza illegale per 960 persone

Tutto è iniziato quando gli agenti hanno controllato un cittadino romeno mentre prelevava denaro in uno sportello bancomat utilizzando diverse carte di pagamento elettroniche. I vigili hanno scoperto che l’uomo aveva numerose carte postepay rilasciate per il reddito di cittadinanza, intestate ad altre persone. I destinatari del sussidio a loro volta avevano dichiarato, in regime di autocertificazione, un Isee pari a zero e la residenza in via della Casa Comunale 3, a Torino.

Proprio la residenza, requisito fondamentale per ottenere e mantenere il sussidio, ha insospettito gli inquirenti, che hanno appurato come i beneficiari fossero tutti «inesistenti», non solo a quell’indirizzo, ma su tutto il territorio comunale. Quello indicato, inoltre, è un indirizzo virtuale creato dal Comune di Torino per dare una residenza ai rifugiati, persone straniere titolari di protezione internazionale e umanitaria.

Le indagini

Incrociando i dati, gli agenti hanno scoperto che 330 cittadini romeni, in gran parte membri della stessa famiglia, hanno dichiarato di essere residenti nella stessa via, senza nemmeno vivere in Italia. Interrogando i terminali anagrafici locali, l’anagrafe nazionale e il sistema informatico della polizia, hanno filtrato altri 630 nominativi di varie nazionalità, che hanno dichiarato dati falsi e residenze inesistenti per ottenere il reddito di cittadinanza.

Anche per loro, così come per le 330 carte di pagamento elettroniche intestate a romeni, la Procura di Torino ha disposto l’interruzione dell’erogazione del sussidio. Inoltre, è stato scoperto che oltre al prelievo in contanti agli sportelli bancomat, anche la quota di reddito destinata all’acquisto di generi di prima necessità veniva ritirata in contanti, in esercizi commerciali consenzienti. Questi ultimi, a fronte di un pagamento con card di 500 euro per una spesa fittizia, restituivano una cifra inferiore in contanti.

8 Febbraio 2022
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