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5:50 pm, 30 Gennaio 22 calendario

Mosca sposta scorte di sangue al confine con l’Ucraina

Di: Redazione Metronews
Mosca sposta scorte di sangue
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Mosca sposta scorte di sangue al confine con l’Ucraina. Sarebbe una delle indicazioni raccolte dagli Stati Uniti per confermare i timori di un imminente attacco russo: secondo quanto rivelato da due fonti della difesa alla Cnn, Mosca avrebbe spostato le scorte ematiche nell’ambito del dispiegamento di truppe, con equipaggiamento e forniture mediche «in vista di un’invasione». Una delle due fonti in realtà ha detto all’emittente che la presenza di scorte di sangue nei pressi della frontiera ucraina non è di per sè un indicatore assoluto di aggressività, ma comunque rappresenta uno degli elementi che gli Stati Uniti stanno monitorando nell’ambito del rafforzamento della presenza militare russa al confine. Da parte sua Mosca ha inviato oggi richieste alla Nato e all’Osce per sapere «se intendono rispettare gli impegni chiave di sicurezza». Lo ha detto il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov. Intanto il capo del Consiglio di sicurezza russo, Nikolai Patrushev, ha escluso ogni minaccia di Mosca all’Ucraina e accusato di «isteria» i media occidentali. «Al momento si parla della Russia che minaccia l’Ucraina, è un’assurdità, non c’è nessuna minaccia», ha detto Patrushev.

Mosca sposta scorte di sangue

Se anche la Russia dovesse invadere l’Ucraina, la Nato non ha in programma di inviare soldati sul posto. Lo ha detto alla Bbc il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg. «Non abbiamo piani di schierare truppe Nato per combattere in Ucraina, ci stiamo concentrando sul supporto da fornire», ha detto sottolineando la differenza «fra essere un Paese alleato della Nato e un partner come l’Ucraina», per quanto «forte e apprezzato». In ogni caso la crisi ucraina e le possibili conseguenze per l’Ue, prime fra tutte il taglio di fornitura di gas russo, restano al centro dell’attenzione della politica europea. Nel braccio di ferro tra Russia da una parte, e Ucraina e Nato dall’altra il gasdotto Nord Stream2 rappresenta l’asso nella manica dell’Occidente. Dovrebbe infatti raddoppiare le forniture di gas naturale dalla Russia alla Germania ed è diventato un elemento fondamentale per impedire a Mosca di invadere l’Ucraina. Il Nord Stream2, che la Germania ha voluto in questi anni nonostante l’ostilità degli Stati Uniti e dell’Europa orientale, è stato completato lo scorso anno ma richiede ancora un ultimo via libera. Il nuovo governo tedesco ha tuttavia cambiato atteggiamento nei confronti dell’opera rispetto al precedente guidato da Angela Merkel ed ha lanciato un chiaro avvertimento: il Nord Stream2 non inizierà a pompare gas se la Russia invaderà l’Ucraina.

«Ucraina non utile per la Nato»

Da parte sua Londra ha proposto alla Nato di raddoppiare la sua presenza militare nell’Europa orientale per mandare «un messaggio chiaro al Cremlino». «Se il presidente Putin sceglierà un percorso di sangue e distruzione, sarà una tragedia per l’Europa. L’Ucraina deve essere libera di scegliere il proprio futuro», ha detto il primo ministro britannico, Boris Johnson. L’invio di altre truppe sarebbe anche un segnale «dell’impegno britannico verso gli alleati nordici e baltici». Le dichiarazioni di Johnson arrivano mentre il premier britannico si appresta la settimana prossima a vistare l’Ucraina e avere un colloquio telefonico con il presidente russo Vladimir Putin. I Paesi occidentali vogliono «trascinare l’Ucraina nella Nato», ma una sua adesione all’Alleanza «sarebbe una mina per le relazioni fra Russia e Occidente», ha replicato il ministro degli Esteri di Mosca, Sergei Lavrov. «Tutti – ha aggiunto – si rendono conto che l’Ucraina non è pronta ad entrare nella Nato, non darà alcun contributo al rafforzamento della sua sicurezza».

30 Gennaio 2022
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