Roma
6:17 pm, 27 Gennaio 22 calendario
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Bancarotta: arrestato Colella, re delle acque minerali

Di: Redazione Metronews
Colella
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Il gip di Roma ha disposto l’arresto di Camillo Colella, proprietario dell’acqua minerale Santa Croce. L’accusa nei suoi confronti è bancarotta fraudolenta. Secondo l’accusa Colella avrebbe distratto alcuni fondi di una sua società, la Colella holding, verso la Colella Cz.

Inoltre agli investigatori risultano altri movimenti di denaro in entrata e in usciti su conti riconducibili allo stesso Colella. Operazioni che per chi indaga non sarebbero lecite, poiché un’altra delle sue numerose società, la Como srl, è fallita nel 2019.

Bancarotta: arrestato Colella, re delle acque minerali

C’è il «concreto e attuale pericolo di fuga di Colella, atteso che l’indagato possiede immense risorse economiche e società allo stesso riconducibili che hanno sede all’estero, circostanze che inducono a ritenere come lo stesso si stia preparando a vivere e gestire il proprio patrimonio (illecito) all’estero».

Sono queste le parole scritte nell’ordinanza di custodia cautelare con cui il gip di Roma, Massimo Marasca, ha disposto l’arresto del patron di acqua Santa Croce.

Per quanto riguarda il «pericolo di reiterazione dell’attività criminosa», il gip ha riportato anche la «molteplicità dei fatti contestati». Secondo il giudice per le indagini preliminari, «alla luce delle modalità della condotta concretamente tenuta, può essere indice sintomatico di una personalità proclive al delitto».

Colella era già stato arrestato nel 2015 per reati fiscali. L’imprenditore originario di Iserni, oggi 63 enne, in passato si era anche candidato alla presidenza della Regione Molise.

Nei suoi confronti è scattato anche il sequestro preventivo di beni per un valore di circa 71 milioni di euro. Tra le società sequestrate figurano la Roma Resort Srl, la Farmer Sas e la Colella holding Srl.

La difesa: arresto ingiustificato

«Ritengo sia un’iniziativa ingiustificata tenuto conto che non c’è pericolo di reiterazione di reato. In più sul fallimento è pendente un ricorso in Cassazione. In attesa di questa decisione il pm ha chiesto la misura cautelare in carcere. A me pare una scorciatoia per “tagliargli” l’ultimo grado di giudizio nel quale confidavamo». Queste le parole dell’avvocato Alessandro Diddi, difensore di Colella.

27 Gennaio 2022
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