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5:54 pm, 19 Gennaio 22 calendario

Johnson abolisce tutto, Green pass e mascherine

Di: Redazione Metronews
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Il premier britannico Boris Johnson, alle strette per via dello scandalo sul party a Downing Street durante il primo lockdown,  ha annunciato la fine dell’obbligo di indossare le mascherine a partire dal 27 gennaio. Sempre dalla stessa data il lavoro a distanza non verrà più raccomandato ufficialmente e il Green pass sanitario non sarà più necessario per accedere ai locali e partecipare ai grandi raduni.

La scelta di Johnson

“Da domani – ha dichiarato, intervenendo ai Comuni – non avremo più bisogno delle mascherine nelle aule scolastiche e il Dipartimento per l’Istruzione rimuoverà a breve le linee guida nazionali sul loro utilizzo nelle aree comuni” degli edifici scolastici. “Nel paese in generale, continueremo a suggerire l’uso di mascherine in luoghi chiusi o affollati, in particolare dove si entra in contatto con persone che normalmente non si incontrano. Ma ci fideremo del giudizio del popolo britannico e non criminalizzeremo più chi sceglie di non indossarne una”.

Johnson: “Torniamo al piano A”

“Gli ultimi dati di oggi mostrano chiaramente che i livelli di infezione stanno diminuendo in Inghilterra. E mentre ci sono alcuni luoghi in cui è probabile che i casi continuino ad aumentare, anche nelle scuole primarie, i nostri scienziati ritengono probabile che l’onda Omicron abbia ora raggiunto il picco a livello nazionale. Rimangono, ovviamente, pressioni significative sul Sistema nazionale sanitario in tutto il nostro Paese, e in particolare nel Nord Est e nel Nord Ovest. Ma i ricoveri ospedalieri che raddoppiavano ogni 9 giorni solo due settimane fa ora si sono stabilizzati, con le ammissioni a Londra addirittura in calo. E i numeri in terapia intensiva non solo restano bassi, ma in realtà sono anche in calo. Così questa mattina, il Consiglio dei Ministri ha concluso che a causa della straordinaria campagna di richiamo insieme al modo in cui i cittadini hanno risposto alle misure del Piano B possiamo tornare al Piano A in Inghilterra e far scadere i regolamenti del Piano B”.

“In nome di Dio, vai via…”

L’ex ministro conservatore per la Brexit con il governo di Theresa May, David Davis, ha invitato Boris Johnson ad andarsene. La sua accorata richiesta è stata accolta da ovazioni dai banchi dell’opposizione. «Mi aspetto che i miei leader si assumano la responsabilità delle azioni che compiono. Ieri, il primo ministro ha fatto il contrario». E ha concluso, rivolto a Johnson: «In nome di Dio, vai via».

“Nessuno gli crede più”

Nessuno crede più al primo ministro britannico Boris Johnson: è il parere del deputato dello Scottish National Party, Ian Blackford, intervenuto al dibattito in corso alla Camera dei Comuni di Londra durante il «question time», in gran parte dedicato allo scandalo delle feste a Downing Street durante il lockdown. «E’ assolutamente patetico», ha detto, mentre il premier rideva distratto, «e ride dei britannici. Nessuno gli crede più». Secondo l’esponente del partito scozzese, Johnson «crede di essere al di sopra delle regole e «distorce sfacciatamente la verità». In sintesi, «non è adatto a fare il primo ministro», ha concluso.

“Il Paese merita di più”

“Mentre il partito Laburista metteva a punto un piano per riscaldare le case, lui stava comprando un frigorifero per mantenere freddo il vino della festa. Mentre noi elaboravamo programmi per abbassare le bollette, lui organizzava feste. E mentre stavamo definendo piani per salvare posti di lavoro nell’industria siderurgica, lui stava cercando di salvare un solo lavoro: il suo. Il Paese non merita molto meglio di questo Primo Ministro fuori dal mondo, fuori controllo, a corto di idee e presto fuori carica?“. L’attacco al premier britannico Boris Johnson è arrivato durante il dibattito ai Comuni dal leader laburista Sir Keir Starmer.

19 Gennaio 2022
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