Luca Attanasio
4:17 pm, 19 Gennaio 22 calendario
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Arrestati in Congo i presunti assassini di Luca Attanasio

Di: Redazione Metronews
Luca Attanasio
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La polizia congolese ha arrestato i presunti assassini dell’ambasciatore italiano, Luca Attanasio, assassinato nel febbraio 2021, e dell’uomo d’affari, Simba Ngezayo, ucciso nel novembre 2020. Lo hanno annunciato le autorità del Nord Kivu in una conferenza stampa a Goma, come riportato su Twitter dal giornalista locale Justin Kabumba. Una attenta verifica e prudente valutazione delle notizie che arrivano dal Congo sono in atto in queste ore, in Procura, a Roma, nell’ambito dell’indagine relativa all’omicidio dell’ambasciatore Luca Attanasio e del suo carabiniere di scorta Vittorio Iacovacci. In base a quanto riferiscono fonti dell’ufficio giudiziario i pm di piazzale Clodio chiederanno per vie ufficiali i verbali delle dichiarazioni rese dagli arrestati per esaminarli e riscontrare l’eventuale responsabilità oggettiva su quanto avvenuto circa un anno fa.

Ricercato ancora il capobanda del commando

La polizia congolese afferma che il capo della banda denominata Aspirant che ha ucciso Luca Attanasio è ancora latitante e ricercato dai servizi di sicurezza. I rapitori volevano avere 1 milione di dollari in riscatto in cambio di Luca Attanasio, riporta il giornalista su twitter dove mostra alcune foto dei presunti assassini consegnati al governatore militare del Nord Kivu. Al momento non c’è però la conferma delle autorità centrali congolesi.

Tre le indagini sull’agguato a Luca Attanasio

Sono tre le indagini aperte sull’agguato nella Repubblica democratica del Congo in cui il 22 febbraio scorso furono uccisi l’ambasciatore italiano Luca Attanasio, il carabiniere della scorta Vittorio Iacovacci e l’autista del World Food Program, Mustapha Milambo: c’è quella del Dipartimento per la sicurezza delle Nazioni Unite, quella delle autorità italiane e quella del Paese africano. In questi 11 mesi erano già circolate notizie di arresti legati all’agguato che poi però non hanno trovato riscontro e restano molte ombre sulla dinamica dei fatti e sulle responsabilità. L’agguato avvenne a nord di Goma nel parco del Virunga, patrimonio mondiale dell’Unesco dal 1979, nella provincia del Nord-Kivu: una regione storicamente instabile al confine con il Ruanda, già teatro della cosiddetta grande guerra africana tra il 1998 e il 2003. L’ipotesi privilegiata dagli inquirenti è quella del conflitto a fuoco seguito a un tentativo di rapimento.
Attanasio e Iacovacci morirono durante una sparatoria tra i sei assalitori e i ranger del parco, intervenuti dopo aver sentito i colpi esplosi per bloccare il convoglio. Nel momento in cui la pattuglia intimò agli assalitori di abbassare le armi, questi ultimi avrebbero aperto il fuoco contro il militare dell’Arma dei carabinieri, uccidendolo, e contro l’ambasciatore italiano, ferendolo gravemente. Chi ha organizzato il convoglio internazionale doveva sapere che era un’area ad altissimo rischio in cui si aggirano miliziani fuori controllo e jihadisti. Ci si è interrogati sulla mancanza di una protezione armata, sulla dinamica della sparatoria, sulla fuga degli assalitori, ma sull’accertamento della verità pesano le reticenze delle autorità locali.
I pubblici ministeri italiani hanno contestato i reati di omesse cautele in relazione al delitto, in base agli articoli 40 e 589 del codice penale, e hanno indagato Mansour Rwagaza, funzionario congolese del Wfp responsabile della sicurezza del convoglio con cui viaggiavano Attanasio e Iacovacci.

19 Gennaio 2022
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