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5:25 pm, 3 Gennaio 22 calendario

Epidemia non frena con 68 mila nuovi casi e 140 morti

Di: Redazione Metronews
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Epidemia non frena. Ancora in netto aumento la curva epidemica in Italia. I nuovi casi sono 68.052, contro i 61.046 di ieri e soprattutto i 30.810 di lunedì scorso, più che raddoppiati su base settimanale. Con 445.321 tamponi, quasi 170 mila più di ieri, tanto che il tasso di positività scende dal 21,9% al 15,3%. I decessi sono 140 (ieri 133), per un totale di 137.646 vittime dall’inizio dell’epidemia. Sempre in crescita i ricoveri: le terapie intensive sono 32 in più (ieri +22) con 103 ingressi del giorno, e salgono a 1.352, mentre i ricoveri ordinari sono 577 in più (ieri +491), 12.333 in totale. È quanto emerge dal bollettino quotidiano del ministero della Salute.

Epidemia non frena

La regione con più casi odierni resta ancora la Lombardia, in netta crescita (+13.421), seguita da Emilia Romagna (+8.014), Toscana (+6.952), Campania (+6.653) e Veneto (6.468). I contagi totali in Italia dall’inizio della pandemia sono 6.396.110. I guariti sono 13.379 (ieri 12.164) per un totale di 5.133.272. Ancora in rialzo il numero degli attualmente positivi, 54.515 in più (ieri +48.744) che salgono a 1.125.052. Di questi, sono in isolamento domiciliare 1.111.368 pazienti.

Galli: «Possibile che si arrivi a 200 mila contagi»

«Mi auguro che ci si fermi prima, ma è possibile» che si arrivi ai 200 mila contagi al giorno anche in Italia. Così Massimo Galli, già direttore del reparto di malattie infettive dell’Ospedale Sacco. «Teniamo conto – ha aggiunto – che il numero di tamponi che stiamo facendo è molto elevato, che le persone che si tamponano hanno motivazioni anche diverse rispetto a quelle viste in precedenza. La prima sta diventando vedere se si è presa l’infezione, perchè si ha avuto un contatto con persone che l’hanno avuta. Poi c’è il fatto – ha concluso l’infettivologo – di non voler andare dai parenti con l’infezione addosso e, a scendere, chi si tampona per accedere alle proprie attività non essendo vaccinato, ma questo riguarda ormai una minoranza. Sul fatto che Omicron sia una variante più buona delle altre vorrei essere un pochino più convinto nel poterlo dire, avendo più dati di quelli che abbiamo adesso, dopo aver capito cosa succede dopo averla vista circolare un altro po’», ha sottolineato Galli.

«Omicron non è bonacciona»

«Non per fare il pessimista noioso, ma perchè bisogna stare attenti. Non va presa sottogamba e – ha spiegato Galli – non bisogna iniziare a dire, come qualcuno sta facendo, che è una variante più “bonacciona” e che se dovesse essere molto diffusa potrebbe essere una sorta di surrogato del vaccino. Più gente si infetta più è probabile che il virus cambi ancora. Può cambiare in meglio dal nostro punto di vista ma anche no». Questa variante «ha credo 32 mutazioni – ha aggiunto l’infettivologo – significa che è molto diversa dal virus originario, che quello su cui sono stati impostati i vaccini. Ci possiamo aspettare che sfugga ai vaccini per quanto riguarda la possibilità di infettare, ma rimane sempre che chi ha fatto l’intero ciclo vaccinale è molto protetto anche nei confronti dell’infezione, anche se non in maniera assoluta. Anche la variante Omicron non riesce a bucare la difesa dal punto di vista della gravità della malattia e questo è molto rassicurante».

3 Gennaio 2022
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