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11:05 am, 30 Dicembre 21 calendario

Sui mezzi solo vaccinati e per loro stop a quarantene

Di: Redazione Metronews
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È di fatto un lockdown per i non vaccinati quello uscito dal Consiglio dei ministri che mercoledì sera ha approvato il decreto legge con le nuove norme sulle quarantene e sull’utilizzo del green pass rafforzato. Dal 10 gennaio, quando entrerà in vigore e fino alla fine dello stato di emergenza, al momento prolungato fino a marzo, per muoversi, salire su un treno, un aereo, una nave ma anche in tram o in metrò il green pass  rafforzato, ovvero quello rilasciato solo in seguito al ciclo completo di vaccinazione o alla guarigione, sarà obbligatorio. Così come per partecipare a matrimoni o andare in albergo.   Con l’aumento dei contagi, che si avvicina al superamento del tetto psicologico  dei 100 mila nuovi casi in 24 ore, è stata decisa anche la riduzione della capienza degli stadi al 50% all’aperto e del 35% al chiuso. In pratica si corre verso un obbligo vaccinale di fatto, anche se per il momento è stata rinviata a gennaio la discussione sull’estensione dell’obbligo, già in vigore per alcune categorie come personale sanitario, forze dell’ordine e personale della scuola ad altre.

Dove e quando sarà necessario il Green pass rafforzato

Di seguito l’elenco delle attività e i luoghi consentiti ai vaccinati e ai guariti e interdetti ai non vaccinati: alberghi e strutture ricettive; feste conseguenti alle cerimonie civili o religiose; sagre e fiere; centri congressi; servizi di ristorazione all’aperto; impianti di risalita con finalità turistico-commerciale anche se ubicati in comprensori sciistici; piscine, centri natatori, sport di squadra e centri benessere anche all’aperto; centri culturali, centri sociali e ricreativi per le attività all’aperto.

Inoltre, come dicevamo il Green Pass Rafforzato è necessario per l’accesso e l’utilizzo dei mezzi di trasporto compreso il trasporto pubblico locale o regionale, sempre indossando mascherine Ffp2. Un tema caldo per i costi più elevati del dispositivo su cui il Governo ha dato mandato alla struttura commissariale, cioè il generale Figliuolo, che dovrebbe stipulare apposite convenzioni con le farmacie per calmierare i prezzi. Le mascherine FFp2 sono già obbligatorie  all’aperto e anche in zona bianca; in occasione di spettacoli aperti al pubblico che si svolgono all’aperto e al chiuso in teatri, sale da concerto, cinema, locali di intrattenimento e musica dal vivo e altri locali assimilati; agli eventi e competizioni sportivi che si svolgono al chiuso o all’aperto. In tutti questi casi è anche vietato il consumo di cibi e bevande al chiuso; su tutti i mezzi di trasporto, e dunque bus, metro, tram, treni e qualunque altro mezzo.

Cambiano le quarantene

Da un lato inasprimento, dall’altro però si attenuano le regole per quanto riguarda le quarantene in alcuni casi: il decreto prevede che la quarantena precauzionale non si applica a coloro che hanno avuto contatti stretti con soggetti confermati positivi al COVID-19 nei 120 giorni (4 mesi) dal completamento del ciclo vaccinale primario o dalla guarigione nonché dopo la somministrazione della dose di richiamo (booster). Per loro vale quella che è stata definita  un ‘auto sorveglianza cautelativa: fino al decimo giorno successivo all’ultima esposizione al caso, «dovranno indossare i dispositivi di protezione delle vie respiratorie di tipo FFP2 ed effettuare – solo qualora sintomatici – un test antigenico rapido o molecolare al quinto giorno successivo all’ultima esposizione al caso».  Il test si dice che può essere fatto anche presso centri privati e va poi comunicato via mail alla Asl. Una precisazione necessaria visto il caos del testing nei centri pubblici che sta costringendo gli italiani a file interminabili. Scende a 5 giorni giorni  la quarantena per i vaccinati da più di 4 mesi e senza il booster mentre per i non vaccinati rimane a 10 giorni.

No all’obbligo per tutti, per ora

Non passa il fronte di chi chiedeva di estendere l’obbligo del Super Green pass anche a tutte le categorie di lavoratori, nonostante la sponda delle Regioni. E non prevale la linea rigorista del ministro della Salute, Roberto Speranza e del Cts. Pd e Forza Italia hanno subìto lo stop della Lega e di M5s sul varo dell’obbligo del certificato verde rafforzato per tutti i lavoratori. Se ne riparlerà al prossimo Cdm l’ipotesi dell’estensione del Super pass a tutti i lavoratori, un provvedimento da sempre sostenuto dal ministro per la funzione pubblica Renato Brunetta, ora dal ministro del Lavoro Andrea Orlando, dal ministro della Famiglia, Elena Bonetti (in quota Iv) e dagli stessi governatori. Il ministro Giancarlo Giorgetti – pur non escludendo che se ne possa discutere in un prossimo Cdm – avrebbe sottolineato la necessità in caso di portare avanti, di pari passo, anche una presa di responsabilità da parte dello Stato: se si volesse estendere l’obbligo del super pass ai luoghi di lavoro che di fatto diventerebbe un “obbligo vaccinale” per i lavoratori, il ragionamento, lo Stato dovrebbe assumersi la responsabilità per eventuali conseguenze da vaccino ed elencare i “fragili” esenti dall’obbligo.

Perplessità, seppure con motivazioni opposte a quelle del Carroccio, sono state espresse anche da M5s. Il ministro Stefano Patuanelli avrebbe sottolineato che finora si è sempre ragionato per funzioni: forze dell’ordine, docenti, sanitari, lavori a contatto con le persone. Quale sarebbe stata quindi la ratio di distinguere tra lavoratori e disoccupati? «Non siamo contrari all’obbligo di super Green pass come dimostrano i precedenti decreti, ma con raziocinio. Forse a questo punto – avrebbe detto Patuanelli – conviene ragionare sull’obbligo vaccinale»

30 Dicembre 2021
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