iran
3:49 pm, 3 Dicembre 21 calendario

“Creano impurità”. Iran vuole vietare cani e gatti in casa

Di: Redazione Metronews
condividi

L’Iran vuole proibire gli animali domestici. Con un progetto di legge al vaglio del Parlamento vieterà presenza, allevamento e importazione tra gli altri di cani e gatti e che scatena critiche di ambientalisti, artisti e cittadini. Al centro del dibattito pubblico c’è una legge proposta da 75 parlamentari – sui 295 che siedono nell’emiciclo – i quali sostengono che gli animali sono vettori di malattie, “creano impurità”, causano “danni psicologici” e “stress” oltre a “danneggiare lo spirito delle persone” ed essere “pericolosi”.

Cani e gatti vietati, multe altissime

Il progetto legislativo, se venisse approvato, introdurrebbe in Iran il divieto di “importazione, riproduzione, allevamento, vendita o trasporto di animali pericolosi e sporchi”, oltre alla loro presenza negli spazi pubblici. Gli animali pericolosi citati dal testo includono coccodrilli, tartarughe, serpenti, camaleonti, topi e scimmie, ma anche altri più comuni come cani, gatti e conigli.

In caso di infrazione, il responsabile sarebbe multato per un importo da 10 a 30 volte il salario minimo, oltre a vedersi confiscato i propri animali. Inoltre la legge consentirebbe tuttavia ad alcune organizzazioni, come la polizia, i laboratori farmaceutici e le forze armate, tra le altre, di allevare animali. Viene stabilito che se una persona vuole un cane o un gatto, può richiedere un permesso speciale all’ufficio delle imposte di ogni provincia, che “indagherà” in merito.

Per alcuni analisti e studiosi tale proposta di legge è emblematica di un cambiamento progressivo di pensiero e di stile di vita della repubblica iraniana in materia di animali domestici, sostituendosi all’amore e ai stretti legami che possono esistere con l’uomo, come sancito dalla religione islamica.

Tuttavia in alcuni Paesi l’Islam considera il contatto tra il fedele e un animale come un fattore di impurità che impedisce il compimento dei riti religiosi. Per la guida suprema dell’Iran, Ali Khamenei, sudore, saliva e pelo dei cani “sporcano” le persone e rendono la preghiera “non valida”.

Nell’Iran degli anni ’80 veniva considerato impuro un edificio costruito su un terreno in cui un cane aveva passeggiato o urinato.

Negli ultimi anni, sulla questione dei cani e animali domestici, si è creato un vero e proprio divario tra la posizione ufficiale delle autorità, che suggeriscono di evitare di portare il proprio cane a passeggio – anche se finora non esiste alcuna legge che lo vieta formalmente – e parte dei residenti di Teheran, specie nei quartieri più abbienti, sempre più amanti dei cani.

Le reazioni al progetto di legge vanno dalla critica all’ironia fino al sostegno dei più conservatori. “Il testo della legge è anti-animalista e va oltre le leggi consuetudinarie e religiose”, secondo l’associazione dei Veterinari. “Non so perché un gruppo di parlamentari dedichi il proprio tempo e i soldi della gente ad affrontare questo problema invece di risolvere i veri problemi del Paese. Secondo me non ha alcuna logica”, ha commentato Maryam Talaí, animalista e proprietaria di un canile a Teheran. Per gli amanti e appassionati, nella capitale iraniana ha aperto il “Caffè dei Gatti” che consente ai numerosi visitatori di godere della compagnia dei felini, in tutto 27 di diverse razze, presenti ai vari piani. Prima della pandemia di Covid-19, in media circa 100 persone lo frequentavano ogni giorno, per lo più donne e famiglie con bambini.

3 Dicembre 2021
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Il giornale
Più letto del mondo