Opera
4:38 pm, 4 Novembre 21 calendario
5 minuti di lettura lettura

Torna il Donizetti Opera: un festival dal sapore cubano

Di: Sergio Rizza
condividi

BERGAMO – Torna, dopo l’epoca del lockdown e delle restrizioni sanitarie, il festival Donizetti Opera a Bergamo, dal 18 novembre al 5 dicembre. Torna in un teatro “Donizetti” favolosamente ristrutturato, oltre che nella deliziosa bomboniera del “Sociale” in Città Alta. Torna con spettacoli aperti allo sbigliettamento per una capienza piena, al 100% (nuovi posti sono dunque disponibili e acquistabili, anche online). E torna con un programma quanto mai ricco, complesso, studiato. Tre i titoli principali: di Giovanni Simone Mayr, maestro e mentore di Donizetti, la prima moderna di Medea in Corinto; del “padrone di casa” Gaetano Donizetti, invece, due capolavori classicissimi come L’elisir d’amore e una Fille du régiment in “chiave” insolitamente cubana. La regia del celebre Opéra comique, firmata dal cubano Luis Ernesto Doñas, riprende idealmente la rivoluzione cubana «attraverso», dice lo stesso regista, «le immagini e il segno “pop” del pittore Raul Martinez». Una lettura “rivoluzionaria” che esalta, infiamma il direttore artistico della rassegna, Francesco Micheli: «La rivoluzione cubana fu un grande momento della storia. Ci insegna, ora come non mai è importante saperlo, che comunismo e fascismo non sono la stessa cosa. E ricordiamo che i comunisti in Italia hanno scritto la Costituzione!». Micheli conclude la conferenza stampa declamando un «Hasta la victoria, siempre!», un po’ scherzando e un po’ no. Un coup de théatre capace di strappare un sorriso sghembo al presidente della Fondazione Donizetti, Giorgio Berta, che subito riprende il “suo” direttore artistico. Un po’ scherzando, un po’ no.

Francesco Micheli, direttore artistico del Donizetti Opera (foto Rota).

Donizetti Opera, il cartellone e il pubblico internazionale

Il ritorno a pieno pubblico del Donizetti Opera chiama di nuovo, finalmente, il pubblico straniero che di questo festival, giunto alla settima edizione della sua nuova vita, è sempre stato il sale: sono attesi molti spettatori specie dall’Europa del nord, e da Israele, insomma i Paesi più vaccinati, scarseggeranno un po’, invece, le presenze dai Paesi anglosassoni e, ovvio, dall’Oriente. Ma insomma la ripartenza, in grande stile, c’è: per il primo weekend il pienone è già garantito, dicono dall’organizzazione, e per gli altri due weekend il sold out è vicino. E garantita è la qualità della proposta, elaborata sotto la vigile guida scientifica di Paolo Fabbri. Riccardo Frizza, direttore musicale, sottolinea, per parte sua, la presenza in cartellone di interpreti giovani e di grande prospettiva, come i soprani Caterina Sala (Adina nell’Elisir, è appena ventenne) o Sara Blanch (Marie nella Fille), accanto a certezze prestigiose come Carmela Remigio (nel ruolo del titolo di Medea in Mayr), il baritono francese Florian Sempey (che già fu strepitoso nell’Ange de Nisida dell’anno scorso, nel geniale allestimento di Micheli nel Donizetti in fase di restauro: ora è Belcore nell’Elisir), il baritono Roberto Frontali (debutta a Bergamo come Dulcamara) e tenori quali Javier Camarena (Nemorino nell’Elisir) o John Osborn (Tonio nella Fille). Notevole, rileva Frizza, cui toccherà il podio proprio dell’Elisir inaugurale, la presenza di direttori emergenti e preparatissimi come Jonathan Brandani (per la Medea in Corinto) e Michele Spotti (per la Fille), o la ricerca di sonorità antiche grazie all’orchestra Gli Originali che per l’occasione, l’Elisir, sfoggerà, grazie alla collaborazione con la Fondazione Giulini, un fortepiano, un’arpa e un fagotto coevi di Donizetti. Nel complesso, come dice Micheli, il festival, nell’allestire le opere del cartellone, cerca di essere «fedele a ciò che è stato scritto da Donizetti, ma innovativo per la parte scenica, visiva». Come un festival dovrebbe essere sempre.

Prove dell’Elisir d’amore al Donizetti di Bergamo.

Attorno e  dentro al festival

Dopodiché il festival è anche tanto altro. Tantissimo. Giovedì 18 novembre, al Sociale in Città Alta, in scena va C’erano una volta due bergamaschi, “operashow” della Bottega Donizetti capitanata dal grande basso Alex Esposito e con la drammaturgia di Alberto Mattioli, giornalista e critico musicale de “La Stampa”; lunedì 29 novembre, dies natalis donizettiano, nella splendida basilica di Santa Maria Maggiore in Città Alta (dove Donizetti è sepolto col suo maestro Mayr), sarà eseguita la Messa a voci sole con accompagnamento d’organo di Matteo Salvi, allievo prediletto e collaboratore di Donizetti; l’appuntamento educational per le scuole e i più piccoli sarà con Gaetano, Gioppino e l’Elisir d’amore, e anche con L’elisir d’amore, ovvero Sul filo dell’equilibrio. Le prove generali dei titoli d’opera saranno aperte, come ormai è tradizione, agli studenti di superiori e università. Chiudono il cerchio la prestigiosa concomitanza, a Bergamo, con il meeting annuale di Opera Europa (oltre 200 delegati da tutta Europa) e il palinsesto sempre più vivo e attivo di Donizetti OperaTube, nato dallo sviluppo della Donizetti WebTv e ormai non più solo contenitore di repliche, ma strumento per “dirette” e produzioni dedicate, come quel Mixopera che coniugherà il melodramma donizettiano e la musica elettronica di Protopapa e dell’etichetta Fluidostudio. Si produrrà un EP presto disponibile su Spotify, iTunes, Amazon Music e Youtube Music.

SERGIO RIZZA

Foto di scena delle prove di “La fille du régiment” al Donizetti di Bergamo.
4 Novembre 2021
© RIPRODUZIONE RISERVATA