Teatro Perugia
12:36 pm, 3 Novembre 21 calendario

Filippo Timi torna nella sua Perugia con Lucia Mascino

Di: Redazione Metronews
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TEATRO Filippo Timi torna nella sua città natale, Perugia, portando in scena fino a domenica al Teatro Morlacchi, con Lucia Mascino Promenade de Santé (Passeggiata di Salute) dell’attore, regista e drammaturgo francese Nicolas Bedos.

L’avvincente storia d’amore diretta dal regista cinematografico Giuseppe Piccioni è una produzione Marche Teatro e si avvale della traduzione di Monica Capuani, delle scene e luci di Lucio Diana, dei costumi di Stefania Cempini e delle musiche originali di Valerio Camporini Faggioni.

Il debutto alla regia teatrale di Piccioni

«Ho scelto Lucia Mascini e Filippo Timi con cui avevo già condiviso l’avventura di un film – spiega Giuseppe Piccioni al suo debutto nella regia teatrale – per il loro talento e per il sollievo che mi procura lavorare con attori così appassionati, privi di calcoli, sempre pronti a rischiare qualcosa per cercare, sulla scena, un momento di verità… Che senso ha parlare d’amore nell’era post covid? Beh per me significa tornare a parlare di vita».

In scena una storia d’amore: l’uno narcisista, ossessivo, l’altra psicotica, paranoica, schizofrenica. Entrambi malati e a caccia loro malgrado, di eros e amore, si cercano, si fuggono, sempre palpitano. Duettano per scavare nelle debolezze e paure danzando un “passo a due” di una verità penetrante e di una vitalità travolgente.

La scelta del testo interpretato da Timi e dalla Mascino

«Ho scelto Promenade de santé (Passeggiata di salute) di Nicolas Bedos per molti motivi – prosegue Piccioni – Il primo perché è un testo complesso, pieno di insidie e di possibili chiavi di lettura. Abbastanza aperto per poterne proporre una rappresentazione personale e l’ideale per un regista come me che ama lavorare con gli attori, che vede nel lavoro degli attori e con gli attori il cuore della propria ricerca, così come ho cercato di evidenziare nella mia esperienza cinematografica. Almeno finora. Un altro motivo che mi ha portato a questa scelta è quello di evitare, proprio nella cosiddetta seconda fase della pandemia, di infilarmi in temi che avessero direttamente a che fare con l’attualità, di fuggire cioè la tentazione di parlare della terribile esperienza che abbiamo vissuto in questi ultimi mesi e, nello stesso tempo, rilanciare un’idea di contagio ben diversa, quella appunto del contagio amoroso, di una malattia necessaria che da sempre, ostinatamente cerchiamo di rinnovare, nonostante le controindicazioni, le conseguenze, sempre incapaci di giungere ad una immunità che ci ponga definitivamente al riparo da possibili sofferenze».

www.teatrostabile.umbria.it.

 

 

3 Novembre 2021
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