4:17 pm, 24 Ottobre 21 calendario

L’ostrica piatta rischia l’estinzione, missione degli scienziati

Di: Redazione Metronews
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L’obiettivo è salvare dall’estinzione l’ostrica piatta, una specie nativa dell’Europa apparsa milioni di anni fa. Una missione complessa per scienziati e conchilicoltori francesi: «In natura ormai la specie è quasi del tutto assente dalle nostre coste. Sono rimasti solo rari banchi», ha spiegato Stèphane Pouvreau, biologo marino dell’Istituto francese di ricerca per lo sfruttamento del mare (Ifremer). Un’ostrica sfruttata sin dalla preistoria, ma che nel corso dei secoli è rimasta vittima della pesca intensiva e successivamente di malattie parassitarie. Oggi, della Ostrea edulis – questo il suo nome scientifico – sono noti in natura pochi banchi nella baia di Daoulas, a Brest, in Bretagna. Alla fine del XIX secolo era già quasi del tutto estinta, ma grazie agli ostreicoltori è poi rinata negli anni ’70 e ’80, mentre due parassiti, Marteilia e Bonamia, l’avevano decimata ovunque in Europa. E’ stato durante quel periodo che per ovviare alla penuria, il settore ha introdotto un’altra specie, ovvero l’ostrica concava del Pacifico, ormai quella maggiormente consumata.

Ostrica piatta minacciata

Dall’inizio degli anni 2000, l’ostrica piatta è nell’elenco delle specie minacciate stilato dalla Convenzione per la protezione dell’ambiente marino dell’Atlantico Nord-Orientale (Ospar). In Francia, la sua produzione raggiunge difficilmente le 1.500 tonnellate l’anno contro le 90 mila per l’ostrica concava. Per salvare l’ostrica piatta, un centinaio di scienziati e produttori hanno creato un’Alleanza europea per il recupero della specie (Nora) con l’obiettivo di trovare nuovi strumenti e tecniche in grado di favorirne il recupero. Intanto, hanno riscontrato che diversi fattori ne hanno ostacolato lo sviluppo, in particolare pesci predatori come l’orata, nonchè la mancanza di supporti a cui attaccarsi. La specie, definita anche di «ingegneristica» poichè in grado di favorire localmente la biodiversità marina, ha soprattutto bisogno di un supporto per consentire alle sue larve di crescere in modo protetto e ottimale. «Nuotano per dieci giorni prima di cercare un supporto ideale al quale attaccarsi. Se riusciamo a fornirglielo allora riusciamo a captarle e a ricostituire nuovi esemplari», ha spiegato Pouvreau, mostrando una struttura metallica triangolare sulla quale sono visibili decine di piccole ostriche.

Emblema in Francia

L’installazione di questo tipo di struttura dà buone speranze per la rinascita della specie di ostriche emblematica della gastronomia francese. La fama mondiale dell’ostrica francese è legata alla specie piatta, essendo quella entrata a far parte dell’eccellenza gastronomica dell’Hexagone, portata in tavola dei re di Francia che ne apprezzavano il gusto forte e iodato. L’ostrica piatta, diversamente da quella concava, predilige le acque profonde, motivo per cui ha un aroma di mare più pronunciato, al quale i consumatori non sono più abituati da decenni.
«E’ la specie più emblematica delle nostre coste e ora può diventare una fonte interessante di diversificazione delle attività delle nostre aziende», ha valutato Benoit Salaun, direttore del Comitato regionale di conchilicoltura della Bretagna del Nord. Secondo dati ufficiali dei professionisti del settore, con una produzione media di 250 mila tonnellate di crostacei l’anno per un fatturato di circa 774 milioni di euro, la conchilicoltura francese è al secondo posto a livello europeo. L’ostreicoltura può contare su 2.564 aziende che ne producono annualmente in media 130 mila tonnellate, realizzando un fatturato di 630 milioni di euro.

24 Ottobre 2021
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