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10:39 pm, 18 Ottobre 21 calendario

Tokyo, il premier: “Acqua radioattiva Fukushima nel Pacifico”

Di: Redazione Metronews
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Fumio Kishida, nuovo premier giapponese,  ha annunciato di non voler ritardare lo sversamento nell’Oceano Pacifico dell’acqua contaminata di Fukushima, assicurando che verrà fatto utilizzando un procedimento sicuro. A due settimane dall’appuntamento mondiale della Cop26 di Glasgow, il primo ministro nipponico si è anche detto favorevole alla riaccensione dei reattori, in quanto l’energia nucleare deve far parte del mix energetico del Giappone se vuole raggiungere la neutralità carbone entro il 2050. Le dichiarazioni del premier fanno seguito alla sua prima visita alla centrale nucleare di Fukushima – gravemente danneggiata dopo il terremoto e lo tsunami del marzo 2011 – conclusasi con un’offerta di fiori e preghiere presso un monumento commemorativo a Namie, una delle numerose comunità vicino allo stabilimento che sono state dichiarate zone vietate.

Fukushima, la protesta di Cina e Sud Corea

Non sono riusciti a fermare la decisione del primo ministro nè le proteste di studenti presenti alla conferenza stampa, nè quelle mosse dalla scorsa primavera da pescatori e Paesi vicini, in primis Cina e Corea del Sud, secondo i quali lo sversamento rappresenterà una «grave minaccia agli ecosistemi marini». Kishida ha sottolineato che «tutti gli sforzi saranno fatti per rassicurare la gente sul fatto che scaricare le acque è sicuro». All’indomani della sua ispezione all’impianto gestito dalla Tokyo Electric Power (Tepco), il primo ministro giapponese ha detto ai giornalisti di aver «sentito fortemente che il problema dell’acqua è cruciale quindi non dovrebbe essere rimandato».

Un milione di tonnellate di acqua

Più di un milione di tonnellate di acqua vengono immagazzinate in 1.000 serbatoi nel sito e Tepco ha avvertito che lo spazio si esaurirà entro l’autunno 2022. Lo scorso aprile il governo e l’azienda nipponica avevano comunicato di voler cominciare la complessa operazione di smaltimento durante la primavera 2023, presentata come la data più realistica, ma per ultimare il costoso procedimento ci vorranno circa 40 anni. Sarà l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) a supervisionare l’attuazione del piano del governo del Giappone per lo scarico delle acque, fornendo con regolarità i dati completi sulla qualità del mare, per accertare che rispettino gli standard internazionali. Tuttavia il sistema avanzato utilizzato dalla Tepco per ridurre le sostanze radioattive nelle acque fino a livelli di sicurezza non è in grado di filtrare il trizio, un isotopo radioattivo dell’idrogeno, che sarebbe dannoso alla salute umana solo in grandi quantità. Se Kishida ha riaffermato l’impegno di Tokyo a favore della neutralità carbone entro il 2050, al momento non ha confermato la sua presenza al vertice sul clima di Glasgow, nonostante l’espressa richiesta del suo omologo britannico Boris Johnson. Secondo i media locali, il premier giapponese non si pronuncerà fin quando non si saranno svolte le elezioni alla camera bassa, convocate a fine ottobre. Kyodo News Agency ha, inoltre, riferito che per incentivare la partecipazione del primo ministro giapponese, Johnson si è impegnato a rimuovere le restrizioni sui prodotti provenienti da Fukushima, introdotte quando Londra era ancora Stato membro dell’Unione europea.

 

18 Ottobre 2021
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