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1:55 pm, 16 Ottobre 21 calendario

Portuali Trieste, scattano denunce in Procura per lo sciopero

Di: Redazione Metronews
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Sono al vaglio della Digos e dovrebbero scattare nelle prossime ore le denunce alla Procura di Trieste per i promotori portuali dello sciopero contro il Green pass organizzato dal sindacato CLPT. Lo riferiscono fonti della Questura. La Commissione di Garanzia aveva definito “illegittimo” lo sciopero nei giorni scorsi.

“Lo sciopero rallenta attività”

Il Porto di Trieste comunica che c’è un “rallentamento delle attività” provocato dallo sciopero No Green pass dovuto anche alla “difficoltà a formare delle squadre complete a causa dell’assenza di una parte dei lavoratori”. “Il rallentamento delle attività ha interessato in vario modo i diversi terminal – si legge nella nota – in alcuni l’operatività è stata bassa, mentre per altri quasi a regime. Le differenze sono attribuibili alle difficoltà di formare delle squadre complete a causa dell’assenza di una parte dei lavoratori”.  Il traffico stradale degli accessi ai due varchi del porto nuovo di Trieste registra “la metà dei transiti medi via strada attraverso questi due gate nei giorni finali della settimana”, comunicano fonti ufficiali del Porto di Trieste. Nella nota si comunica che “guardando al traffico stradale degli accessi ai due varchi del porto nuovo (1 e 4), 2.200 è il numero comprensivo di mezzi pesanti e macchine transitati nella giornata di ieri, mentre 900 gli ingressi di questa mattina entro le 14”. E’ “aperto sebbene con qualche rallentamento il traffico ferroviario; ieri i lavoratori di servizio presenti in Adriafer (impresa ferroviaria del porto di Trieste, controllata dell’Autorità di Sistema Portuale) sono riuscite a gestire una decina di treni, tutti diretti all’estero, mentre questa mattina ne sono stati manovrati 4”.

Portuali denunciano il porto

Il Clpt, sindacato che sta portando avanti l’iniziativa dello sciopero contro l’obbligatorietà del green pass, ha invece denunciato stamane in questura l’Agenzia per il lavoro portuale di Trieste (Alpt) perché farebbe lavorare alcuni suoi dipendenti senza il certificato verde, nella “consapevolezza che non ne sono in possesso”. La notizia è stata data al migliaio di persone radunate davanti al varco 4, epicentro della protesta dei portuali, dal portavoce Stefano Puzzer. “Ora ci aspettiamo che venga chi di dovere a fare i controlli del caso” ha aggiunto il manovratore delle gru, diventato il leader della protesta.  “Ci sono tante persone che sono al lavoro nel porto senza green pass. Facciano un bel controllo a tappeto per averne conferma. Così si renderanno conto che si può lavorare benissimo senza”, è la provocazione lanciata da Puzzer. “Stanotte – dice – hanno dormito qui cinquecento persone a dimostrazione di quanto la nostra battaglia sia viva. Oggi è entrato qualche lavoratore in più di ieri, se ieri era il dieci per cento del totale, oggi è il venti per cento”.    Secondo Puzzer, che ha il Green pass (“ma lo uso solo per andare a prendere mio figlio a scuola”), “lo sciopero di ieri è andato bene soprattutto perché è venuta qui tanta gente che ha capito il senso della protesta a supportarci”. Fino a quando durerà? “Fino a quando ci sarà il decreto. Se il governo fa un passo indietro e lo ritira, torniamo al lavoro. Personalmente fino a quando ci sarà questa schifezza io non faccio un passo indietro”.     Al varco 4 del porto, epicentro della protesta, sono presenti poco meno di un centinaio di persone. Alcuni portuali, riconoscibili dalle pettorine gialle e arancioni, e cittadini venuti a portare solidarietà. Molti in coda per una brioche e un caffé al banchetto allestito per rifocillare chi partecipa alla protesta. Sul muro è appeso un foglio che raccoglie le adesioni di volontari che vorranno trascorrere qui le prossime notti.

Agenzia del porto: “Non spetta a noi controllare Green pass”

“Il controllo sui Green pass non spetta a noi ma agli operatori portuali”, dice invece Franco Mariani, presidente dell’Agenzia per il lavoro portuale di Trieste (Alpt) in replica alla denuncia presentata dal sindacato Clpt. Secondo i promotori dello sciopero contro il green pass, l’Agenzia tollererebbe la presenza al lavoro di portuali senza il certificato verde. Mariani sottolinea anche che l’Agenzia “mette a disposizione dei lavoratori tamponi gratuiti”.

I sindacati: “Tornare al lavoro”

“Crediamo che debba riprendere quanto prima la piena operatività del porto”. A dirlo le segreterie territoriali di Trieste di Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil Trasporti e Ugl Mare a proposito della giornata di sciopero di oggi nello scalo di Trieste. Alla base di questa affermazione la convinzione che dopo aver ottenuto la gratuità dei tamponi per i lavoratori del porto che ne hanno la necessità, “pensiamo che ogni ulteriore fermo non venga più compreso dalla maggioranza dei lavoratori”.  “Cercheremo nel contempo – sottolineano i sindacati – di ottenere analoga misura in tutti i settori lavorativi”.     Secondo le segreterie sono altri “i temi che devono ritornare a essere all’attenzione dei portuali e delle organizzazioni che li rappresentano”. “Riapriamo quanto prima i tavoli sulle trattative di secondo livello e ridistribuiamo ai lavoratori portuali i guadagni dell’incremento di produttività che c’è stata e che ci sarà nel porto di Trieste“.  Nella nota viene specificato anche che “nelle adesioni alla manifestazione ha prevalso il buon senso: già da subito chi voleva andare a lavorare ha potuto farlo”. “Crediamo che l’esercizio della democrazia sia un elemento fondante che non debba in nessun modo spaccare i lavoratori del porto di Trieste“.     Difficoltà e criticità – scrivono ancora – hanno caratterizzato anche la situazione del trasporto pubblico locale e del trasporto su gomma, ma senza ripercussioni gravi o ingestibili sulla regolarità del servizio.     “L’auspicio – proseguono – è che nei prossimi giorni la situazione possa migliorare, come effetto congiunto di un incremento delle vaccinazioni, della capacità di “testing” del sistema sanitario e delle farmacie, di ulteriori accordi tra sindacati e imprese che favoriscano, magari anche in virtù di auspicabili modifiche del quadro normativo, di sgravare i lavoratori dal costo dei tamponi”.

16 Ottobre 2021
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