Green pass
11:57 am, 15 Ottobre 21 calendario

Trieste, folla al porto. I portuali promotori rischiano denuncia

Di: Redazione Metronews
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Sono “oltre seimila e in continuo aumento” le persone presenti alla manifestazione No Green pass  promossa dal sindacato autonomo Coordinamento lavoratori portuali davanti al porto di Trieste. Lo riferisce il prefetto di Trieste Valerio Valenti che ribadisce che i promotori saranno denunciati perché è uno sciopero “illegittimo”.   Tra i manifestanti c’è non solo chi ha raccolto l’appello a scioperare nel primo giorno in cui il lasciapassare è obbligatorio, ma anche centinaia di cittadini. Nessun blocco, come paventato nei giorni scorsi da Stefano Puzzer, il portavoce del sindacato, dopo che ieri sera nel corso di un’assemblea alcuni iscritti hanno manifestato la volontà di varcare i cancelli. Su quanti abbiano aderito allo sciopero e sull’effettivo funzionamento dello scalo marittimo le versioni divergono. Secondo Puzzer, “ottocento lavoratori sono fuori e un centinaio dentro” per cui “di fatto il porto oggi non sta funzionando”.   “Sono entrate pochissime persone, della mia azienda solo due”, aggiunge Michele Bussoni, un altro dei leader della mobilitazione. Che il porto non funzioni si capisce dalle gru ferme e dal fatto che alcune navi sono state spostate in altri porti”.

“Bloccare il porto di Trieste significherebbe bloccare il Paese, ma non solo – ha detto Massimiliano Fedriga, presidente del Friuli Venezia Giulia e della Conferenza delle regioni – Il porto di Trieste per il 90% ha traffico su estero. Quindi significa fare un danno all’Europa e ad altri Paesi”.

Trieste: “Pronti a non lavorare fino al 31 dicembre”

Cori ripetuti contro Mario Draghi alla manifestazione No Green pass in corso: “Giù le mani dal lavoro”, “libertà libertà” e “No Green pass” gli altri slogan ripetuti dalla folla davanti al varco 4 del porto. Tra i cartelli innalzati: “Cittadini non burattini”; “No Green pass, no discriminazioni”. “Siamo pronti a non lavorare fino al 31 dicembre, quando scadrà il decreto green pass che per noi è un provvedimento criminale”. L’intenzione è espressa da Sebastiano Grison, 24 anni, uno dei lavoratori del Coordinamento lavoratori portuali di Trieste, il sindacato di base che ha organizzato la protesta contro il certificato verde. “Io sono vaccinato, ma il diritto al lavoro è di tutti e non me la sento di lasciare a casa persone che per me sono dei fratelli – spiega il giovane lavoratore – Il green pass serve alla ripartenza delle imprese, sono d’accordo con chi lo dice, ma il porto andava già alla grande, qui non c’è bisogno di nessun Green pass. Gli strumenti per combattere la pandemia sono i vaccini e il distanziamento sociale. Il Governo abbia allora il coraggio di imporre il vaccino obbligatorio, si assuma questa responsabilità”. L’ipotesi dei tamponi gratis sul conto delle aziende non viene presa in considerazione perché, dicono i portuali, sarebbe “discriminatoria” rispetto ad altre categorie.

Portuali in presidio a Genova

Blocco dei portuali e autotrasportatori in via Albertazzi, uno dei passaggi verso il porto passeggeri di Genova. Le auto di chi deve imbarcarsi vengono fatte passare, fermi i camion. L’iniziativa rientra nelle proteste contro l’obbligo di Green pass sui luoghi di lavoro. Anche qui un nutrito gruppo di portuali presidia la zona.

A Venezia un solo manifestante

Disagi limitati in Veneto nel giorno di estensione del Green pass. Secondo fonti sindacali al porto di Venezia risultano tutti al lavoro eccetto un solo manifestante No Green pass che ha protestato davanti al varco portuale. Mediamente 4, 5 lavoratori sono rimasti a casa perché senza tampone per ogni terminal ma i numeri limitati non hanno avuto nessuna ripercussione organizzativa. Qualche problema sul fronte del trasporto pubblico si è registrato soprattutto a Verona con 400 corse sospese e a Belluno con 200 corse sospese. Fonti sindacali hanno anche parlato di circa 80 treni regionali soppressi per 20 macchinisti e circa altrettanti capitreno non forniti di green pass.

Nessun problema tra portuali a Livorno, Piombino, Palermo, Catania e Gioia Tauro

Nessun problema invece al porto di Livorno, nonostante il corteo dei No Green pass che sta attraversando le strade della città. Il corteo, al momento, si sta svolgendo in modo pacifico e senza particolari disagi per la cittadinanza. La situazione nello scalo, terzo porto italiano per tonnellate di merci movimentate nel 2019 (complessivamente quasi 37 milioni di tonnellate), in occasione del primo giorno di obbligo di green pass si presenta al momento senza criticità. La prima giornata di introduzione obbligatoria del Green pass non sta provocando disagi al porto di Piombino, altro scalo di rilievo nel sistema portuale toscano. Le attività stanno trascorrendo senza particolari criticità e i traffici marittimi non hanno avuto problemi di sorta. Regolari anche i collegamenti via nave da Piombino con le isole dell’arcipelago toscano e in primis con l’Isola d’Elba: in questo caso non si registrano cancellazioni o ritardi significativi alle corse dei traghetti.

Appena 15 i lavoratori del porto di Gioia Tauro che stamane hanno dichiarato di essere sprovvisti del Green Pass, per cui non hanno preso servizio. La situazione, nello scalo, è tranquilla e le attività si svolgono regolarmente. Ieri pomeriggio le federazioni di categoria di Cgil, Cisl e Uil hanno raggiunto un accordo nell’ambito del Comitato di igiene e sicurezza convocato dal presidente dell’Autorità di Sistema portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio, Andrea Agostinelli, con il terminalista MCT, cui fanno capo 1.350 lavoratori, le aziende portuali e il medico dello Spisal. Nel corso della riunione è stata accertata la disponibilità del terminalista di farsi carico della campagna tamponi a favore di quei dipendenti portuali che non sono in possesso di Green Pass.

“Al momento non si registra alcuna protesta o blocco. Dalle 5.30 siamo già operativi e non abbiamo notizie di interruzioni all’attività portuale che prosegue regolarmente”. Mentre in diversi scali italiani si agita lo spettro dello stop alle attività per la protesta dei portuali senza Green pass, a Palermo la situazione sembra tranquilla, come dice Giuseppe Todaro, presidente di Portitalia e Osp, le società che operano all’interno del porto palermitano. Come preannunciato nei giorni scorsi, da oggi sono scattate le operazioni di verifica ai cancelli: “In totale una ventina di persone, fino a due responsabili per ogni squadra di lavoro, sono operative dalle 5 del mattino per controllare, con l’app fornita dal ministero della Salute, il possesso del Green pass”. E al momento si registrerebbe solo l’assenza di un lavoratore “ma una defezione non crea alcun problema”. Su un bacino di 450 portuali palermitani, infatti, solo una trentina sono privi del certificato verde e “stimiamo che almeno il 95% dei nostri lavoratori sia già vaccinato”, precisa Todaro. Rimane al momento la linea dura per quanto riguarda l’ipotesi di tamponi gratuiti: “Siamo contrari anche per rispetto nei confronti dei lavoratori che si sono già vaccinati. Anche perché la nostra campagna di sensibilizzazione prosegue da molti mesi”. Impossibile escludere al momento, tuttavia, azioni di dissenso, anche se Todaro appare sereno: “La certezza matematica non posso averla, ma sono particolarmente fiducioso che non ci saranno problemi”. Dello stesso avviso Domenico Seminara, responsabile regionale porti Filt Cgil: “Attualmente non registriamo nessuno stop all’attività portuale. Anche perché non c’è alcuna azione programmata né da parte dei sindacati confederali né da quelli autonomi, almeno per quanto riguarda la Sicilia. La quasi totalità dei lavoratori ha scelto di vaccinarsi perché ritiene che sia la soluzione migliore contro il Covid. Escludo quindi che oggi possano esserci disagi”, conclude. “Tutto regolare al porto di Catania, non c’è nessun blocco”, dice Mauro Torrisi segretario della Fit-Cisl di Catania segnalando che la situazione nel porto etneo è sotto controllo e non ci sono criticità. “Sono altre le vertenze che più ci preoccupano come quella che ci porterà allo sciopero il 26 ottobre per la vicenda Grimaldi”, aggiunge Torrisi.

15 Ottobre 2021 ( modificato il 16 Ottobre 2021 | 14:01 )
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